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I patriarchi Pierbattista Pizzaballa e Theophilos III nuovamente a Gaza

Terrasanta.net
23 giugno 2026
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I patriarchi Pierbattista Pizzaballa e Theophilos III nuovamente a Gaza
I patriarchi Pierbattista Pizzaballa e Theophilos III accolti da bambini e adulti nella parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza il 22 giugno 2026. (foto lpj.org)

Sono giunti nella mattinata del 22 giugno a Gaza il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, e il suo omologo greco-ortodosso Theophilos III. Con loro anche il Grande ospedaliere dell'Ordine di Malta, Josef D. Blotz. Denso il programma degli appuntamenti.


(g.s.) – Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, è tornato ieri mattina, 22 giugno 2026, nella Striscia di Gaza per una visita pastorale. È la sua quinta visita dal 7 ottobre 2023 ed anche la più breve di tutte.

Con lui, nella città capoluogo della Striscia, sono arrivati anche il patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme Theophilos III e Josef D. Blotz, il Grande ospedaliere del Sovrano militare Ordine di Malta (Smom), il sodalizio cavalleresco cattolico che, dalla sua sede di Roma, intrattiene relazioni diplomatiche con oltre 115 Paesi al pari di un vero e proprio Stato. Nel suo organo di governo Blotz ricopre un ruolo paragonabile a quello di un ministro, con competenze su Sanità, Affari sociali, Azione umanitaria e Cooperazione internazionale. Nella delegazione anche rappresentanti di Malteser International (il braccio operativo dello Smom per l’assistenza umanitaria internazionale) e alcuni religiosi e religiose.

Una solidarietà rinnovata

«La visita», si legge nel comunicato stampa congiunto diffuso la mattina del 22 giugno dalle curie patriarcali greco-ortodossa e latina, «esprime la responsabilità pastorale delle Chiese di Gerusalemme verso le Chiese locali e verso l’intera popolazione di Gaza, dove le famiglie continuano a sopportare gravi sofferenze umanitarie, paura, perdite e incertezza».

Theophilos e la delegazione dei cavalieri di Malta hanno lasciato Gaza nella stessa giornata di ieri. Il cardinale Pizzaballa ha invece prolungato il soggiorno fino alla tarda mattinata di oggi: di più la sua agenda non consentiva. In questi giorni i capi delle Chiese di Gerusalemme incontrano l’arcivescova di Canterbury Sarah Mullally, in Terra Santa da pellegrina pochi mesi dopo il suo insediamento ufficiale come primate della Comunione anglicana. Il 24 il patriarca latino ha impegni pastorali in Giordania, e il giorno dopo parte per Roma: in Vaticano lo attendono i lavori del Concistoro, convocato da papa Leone XIV con tutti i cardinali il 26 e 27 giugno.

Proprio perché breve, il soggiorno a Gaza è stato un susseguirsi incalzante di appuntamenti. È padre Gabriel Romanelli, il parroco cattolico di Gaza, a fare da cronista nel suo video-diario su YouTube.

Numerosi appuntamenti

La delegazione arrivata da Gerusalemme, con le indispensabili autorizzazioni dell’esercito israeliano, è stata accolta anzitutto nella parrocchia greco-ortodossa di San Porfirio. I due patriarchi hanno pregato con i fedeli, impartito la benedizione e lasciato parole di incoraggiamento. Dopo un semplice rinfresco, il gruppo ha raggiunto la parrocchia della Sacra Famiglia, dove ad accoglierli c’erano numerosi bambini e adulti. «Non vi abbiamo mai abbandonati», ha detto il cardinale ai fedeli riuniti in chiesa, «e non sarete mai abbandonati». Dopo la preghiera e la benedizione, un caffè insieme con gli uomini della parrocchia ha chiuso il momento di benvenuto.

Lasciato il complesso parrocchiale, la delegazione ha raggiunto, per benedirla, la clinica Mar Youssef (San Giuseppe), allestita in container e tende su un terreno in uso al Patriarcato latino di Gerusalemme dall’inizio della guerra. È lo stesso spazio in cui la parrocchia della Sacra Famiglia ha già fornito assistenza, negli anni scorsi, a migliaia di famiglie rimaste senza nulla. Metà degli spazi, racconta padre Romanelli, sarà destinata alle cure ambulatoriali; l’altra metà continuerà a essere usata per la distribuzione di beni di prima necessità.

Emergenza sanità, emergenza scuola

La clinica nasce dalla collaborazione tra il Patriarcato latino e lo Smom, e le sue attività sono coordinate da Malteser International: una trentina di operatori, tra medici, infermieri e farmacisti, offriranno cure a un centinaio di gazesi al giorno. «L’assistenza sanitaria per la popolazione di Gaza è attualmente in condizioni catastrofiche», ha dichiarato il direttore sanitario della clinica, il dottor Ali Ibrahim Al-Musaddar, in un comunicato diffuso dallo Smom: il 60 per cento delle strutture sanitarie della Striscia è stato completamente distrutto, e molte altre sono gravemente danneggiate. Alla realizzazione e al funzionamento della struttura contribuiscono anche i finanziamenti del ministero degli Esteri tedesco, di quello della Repubblica ceca, di Aktion Deutschland Hilft, dell’Unicef e delle arcidiocesi di Monaco e di Paderborn.

Gaza, 22 giugno 2026. I patriarchi Theophilos III e Pierbattista Pizzaballa con la delegazione che li accompagna in visita alla Striscia. A fianco del cardinale Pizzaballa, il Grande Ospedaliere dell’Ordine di Malta Josef D. Blotz. (foto lpj.org)

Nel pomeriggio, prima che il patriarca Theophilos rientrasse a Gerusalemme, è stata inaugurata la scuola d’infanzia del Patriarcato latino. Non tutti gli edifici sono andati distrutti a Gaza: uno di quelli rimasti in piedi è stato preso in affitto per allestire una scuola materna che, nel prossimo anno scolastico, potrà accogliere tra i 150 e i 180 bambini. Riaprire scuole, di ogni ordine e grado, resta uno dei passi più urgenti per la giovane popolazione di Gaza, dove dal 7 ottobre 2023 le lezioni sono state interrotte oppure assicurate in modo discontinuo, semi-informale e precario nei campi tendati o negli altri luoghi di sfollamento.

Il cardinale Pizzaballa ha poi visitato la clinica oftalmica di Gaza, che si sta risollevando dalle ceneri: è la filiale gazese del St John Eye Hospital di Gerusalemme, opera del Venerabile Ordine di San Giovanni. Quest’ultimo è un sodalizio cavalleresco che, come lo Smom, si richiama alle stesse radici storiche gerosolimitane dell’undicesimo secolo, ma si muove nell’alveo della Chiesa anglicana.

In dialogo con gli universitari

Il pomeriggio è proseguito con un evento all’Università al-Azhar (denominazione identica a quella del più noto ateneo del Cairo). Il patriarca è stato invitato a parlare sul tema Il dialogo interreligioso e i valori della convivenza pacifica e della pace. Pizzaballa, che non ha una padronanza dell’arabo tale da poter parlare in pubblico senza un interprete, ha parlato a un uditorio attento di centinaia di studenti e professori.

Prima di rientrare alla parrocchia della Sacra Famiglia per il rosario, la messa vespertina e la cena, il cardinale è tornato all’ospedale anglicano al-Ahli, dove si era già recato in precedenti occasioni: qui ha potuto incontrare di nuovo alcuni medici e altri operatori sanitari, e ascoltare i loro racconti sulla situazione attuale.

Nella mattinata del 23 giugno, prima di rientrare a Gerusalemme, il patriarca ha trovato il tempo per un ultimo incontro: alcuni ammalati, e gli studenti della parrocchia che proprio in questi giorni hanno chiuso un anno scolastico tutt’altro che lineare, fatto di lezioni a singhiozzo e portato avanti in condizioni difficili grazie a insegnanti volontari, sfollati anch’essi come tutti gli altri.

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