Tra le 72mila vittime della Striscia, quasi tremila palestinesi sono “evaporati” in esplosioni micidiali causate da ordigni made in Usa. Preoccupante il ricorso a sistemi militari di intelligenza artificiale con minima supervisione umana.
Negli ultimi due anni la Striscia di Gaza è stata come un macabro laboratorio dove testare armi incendiarie e bombe termobariche fornite a Israele dagli Stati Uniti: questi ordigni di ultima generazione, simili a quelli utilizzati anche dai russi contro l’Ucraina, bruciano a 3.500 gradi e sono tra le più micidiali bombe non nucleari sinora sviluppate. Secondo una recente inchiesta del media arabo Al Jazeera sono la causa della scomparsa di 2.842 palestinesi – fra le oltre 72mila vittime dell’offensiva israeliana – “evaporati” senza lasciare traccia. Il numero delle persone delle quali non resta neppure un corpo da seppellire si basa sulla contabilità forense delle squadre della Protezione civile di Gaza: dal 7 ottobre 2023 hanno documentato quanti risultano “dissolti” in seguito al bombardamento di edifici.
Non è la prima volta che si parla dell’impiego a Gaza di armi termobariche, chiamate anche «bombe a vuoto» o «bombe ad aerosol». Progettate per creare una potente esplosione utilizzando l’ossigeno dell’aria circostante per intensificare il loro scoppio, queste bombe espongono le persone a ondate di calore estremo che provocano lesioni gravissime. Se esplodono a distanza ravvicinata, inceneriscono le persone. In assenza di giornalisti stranieri ammessi a Gaza, i corrispondenti gazesi dell’emittente qatariota hanno investigato le conseguenze nella Striscia dell’utilizzo di almeno tre armi di fabbricazione statunitense che corrispondono a questa descrizione. Del resto, non è stato forse il presidente statunitense Donald Trump a vantarsi dell’efficacia delle armi made in Usa vendute allo Stato ebraico? Durante il discorso alla Knesset del 13 ottobre 2025 ha ironizzato sulle ripetute richieste del premier Netanyahu «di fornirgli questo e quell’altro ordigno di cui non avevo mai sentito parlare e che neppure sapevo di possedere». «E voi le avete usate molto bene» ha aggiunto, chiosando che è così, essendo forti e potenti, che si arriva alla pace…
Se è l’intelligenza artificiale a prendere la mira
L’uso delle più distruttive tecnologie belliche da parte dello Stato ebraico era già emerso dai primi mesi dell’invasione di Gaza, quando diversi media – il New York Times, ad esempio – evidenziavano come Israele avesse scaricato bombe da 900 chili su aree nel sud della Striscia definite «sicure» dove avevano trovato riparo gli sfollati. Le inchieste mostravano anche gli effetti sul terreno dell’uso di carri armati guidati da remoto e le applicazioni anche nell’artiglieria dell’intelligenza artificiale che, con una maggiore precisione, non facevano che aumentare il loro impatto micidiale sui civili.
A quanto si sa, sono due i sistemi di individuazione dei bersagli basati sull’intelligenza artificiale maggiormente utilizzati. Con il primo, noto come Lavender, secondo il quotidiano britannico The Guardian erano stati individuati 37mila potenziali obiettivi di Hamas già nelle prime due settimane di guerra. Il secondo programma di intelligenza artificiale si chiama Vangelo, e riunisce informazioni in elenchi di potenziali bersagli e indirizzi, mettendo in conto un numero significativo di vittime non combattenti.
I 12 ordigni più letali a fine 2024
È stata soprattutto una lunga indagine del novembre 2024 dell’organizzazione umanitaria Action on Armed Violence ad elencare le 12 armi più letali utilizzate a Gaza. Tra informazioni spesso coperte da segreto o non facili da reperire, l’indagine forniva una mappa dell’arsenale di Israele incrociando varie banche dati per mostrare le devastanti conseguenze etiche, legali e umanitarie dell’offensiva aerea e terrestre delle Forze di difesa israeliane (Idf), visto che già nel primo anno di guerra era risultato che almeno il 75 per cento delle vittime di Gaza erano civili.
Dai droni vaganti ai proiettili al fosforo bianco, l’autrice suggeriva che «i danni ai civili sono aggravati dal ruolo in evoluzione dell’intelligenza artificiale nell’identificazione e nel puntare luoghi e individui con una supervisione umana minima, sollevando preoccupazioni circa la responsabilità e la condotta futura nei conflitti». È urgente, scriveva, «un controllo giuridico e un’azione umanitaria per mitigare le sofferenze dei civili». «Senza cambiamenti significativi nelle misure di esportazione delle armi e nella responsabilità della condotta in guerra – rimarcava – tali armi rappresentano una minaccia continua per i non combattenti nelle zone di conflitto a Gaza, in Cisgiordania, in Libano e oltre».
Tra i 12 ordigni al centro dall’indagine figuravano anche le tre armi citate da Al Jazeera collegate alle sparizioni: la bomba da 900 chili non guidata piena di tritonal (una miscela esplosiva di TNT e polvere di alluminio – ndr) chiamata Martello MK-84 (MK-84 “Hammer”), la bomba Distruggi-bunker Blu-109 (BLU-109 bunker buster) che è stata usata in un attacco ad al-Mawasi, un’area dichiarata «zona sicura» per gli sfollati nel settembre 2024 (l’esplosione ha “dissolto” 22 persone), e la bomba planante GBU-39 a guida di precisione, prodotta dall’americana Boeing come parte di una collezione di bombe “intelligenti” note come Small Diameter Bombs (SDB). Quest’ultima bomba – tra le più usate nelle migliaia di attacchi che hanno raso al suolo la Striscia – è stata progettata per mantenere in piedi gli edifici distruggendo tutto ciò che si trova al loro interno attraverso il calore: ha ucciso oltre 100 persone e ne ha fatte sparire decine nell’attacco alla scuola di al-Tabin il 10 agosto 2024 dove si trovavano 2.400 sfollati.
Bombardamenti massicci
Benché non ancora formalmente bandite dai trattati internazionali, l’uso delle bombe termobariche è associato a quello delle bombe incendiarie, contenenti ad esempio il napalm, la termite e il fosforo bianco, il cui utilizzo era stato già documentato a Gaza e in Libano.
Il diritto internazionale umanitario impone severe restrizioni all’utilizzo delle armi incendiarie proprio perché, se utilizzate in aree densamente popolate, violano il principio di proporzionalità e di distinzione fra militari e civili, causando sofferenze inutili. Diversi giuristi, anche sulla scia delle ingiunzioni della Corte internazionale di giustizia, hanno indicato nell’impunità assicurata finora ai vertici politici e a chi ha fornito queste armi la prima causa di tali crimini di guerra.
Un testo pubblicato lo scorso ottobre dall’Istituto internazionale di ricerca per la pace di Stoccolma (Sipri, acronimo di Stockholm International Peace Research Institute) sulle esportazioni di armi verso Israele durante la guerra a Gaza evidenzia come nel corso del 2025 diversi Stati abbiano annunciato piani per limitare le forniture di attrezzature militari a Israele. Nel quinquennio 2020-2024 Israele è divenuto il 15esimo importatore mondiale di armi pesanti, mentre dieci anni prima, dal 2010 al 2014, si trovava al 34esimo posto.
I principali fornitori di armi
Secondo i dati del Sipri il primo fornitore di armamenti per Israele restano gli Stati Uniti con il 66 per cento delle importazioni tra aerei, veicoli blindati, missili, navi e sistemi di difesa aerea. La strettissima alleanza con Israele è stata ribadita nel gennaio 2025 dalla revoca decisa dal presidente Trump del blocco che il predecessore Joe Biden aveva imposto sul trasferimento a Israele di una partita di bombe Mk-84. Il secondo esportatore nel quinquennio è stato la Germania con il 33 per cento delle forniture a Israele di armi convenzionali pesanti, ma l’8 agosto 2025 Friedrich Merz ha annunciato che il governo tedesco non avrebbe autorizzato ulteriori esportazioni di attrezzature militari che potessero essere utilizzate a Gaza fino a nuovo avviso. Il terzo esportatore è stato l’Italia, con l’1 per cento di fornitura di armi pesanti tra elicotteri leggeri (59 per cento) e cannoni navali (41 per cento) per equipaggiare le fregate fornite dalla Germania. L’Italia fornisce inoltre componenti per i velivoli da combattimento F-35.




























