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Chiuso per pandemia, riapre il Santo Sepolcro

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22 maggio 2020
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Chiuso per pandemia, riapre il Santo Sepolcro
L'edicola del Santo Sepolcro al centro della rotonda dell'Anastasis deserta.

Manca ancora la comunicazione ufficiale, ma domenica 24 maggio la basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme, dovrebbe aprire nuovamente le porte ai fedeli e visitatori. Con restrizioni.


(m.a.b.) – Una dichiarazione ufficiale delle comunità religiose che amministrano il luogo santo ancora non c’è, ma da ieri i cristiani di Gerusalemme hanno diffuso la notizia sui social network: la basilica del Santo Sepolcro dovrebbe riaprire le porte a fedeli e visitatori domenica 24 maggio. I battenti erano stati chiusi il 25 marzo scorso, su disposizione delle autorità civili israeliane nell’ambito delle misure di contrasto alla pandemia di Covid-19.

Il primo a comunicare la notizia della riapertura della chiesa della Risurrezione è stato Adeeb Alhusseini, il custode musulmano delle chiavi della basilica. Una decisione che era nell’aria: dopo l’autorizzazione data mercoledì mattina alla riapertura delle sinagoghe, era ovvio attendersi un imminente via libera anche per le chiese, a partire da quella più cara a tutti, nel cuore di Gerusalemme.

Secondo Adeeb Alhusseini, le misure precauzionali da adottare nella basilica saranno le stesse stabilite per le sinagoghe: un massimo di 50 persone nei locali, obbligo di mascherina, rispetto della distanza fisica.

In attesa dei dettagli

I religiosi che custodiscono il Santo Sepolcro e ne regolano la vita hanno preso atto delle restrizioni imposte dalle autorità sanitarie e devono accordarsi su come applicarle. Sappiamo che nulla è mai semplice, in termini di protocollo, quando sei Chiese sorelle, e tuttavia separate, condividono lo stesso spazio di preghiera. Soprattutto se si tiene conto del fatto che nel Santo Sepolcro, i fedeli sono abituati a toccare, accarezzare, baciare le stesse pietre. Poiché è illusorio pensare che smettano di farlo, occorre organizzare una regolare e frequente disinfezione.

Una seconda ragione spiega il ritardo nella comunicazione ufficiale della riapertura imminente e potrebbe essere un gesto di solidarietà con i musulmani, che sin dall’inizio del Ramadan hanno dovuto rinunciare ad accedere alla moschea Al-Aqsa. Questo è l’ultimo venerdì del Ramadan 2020 e la festa di Eid al-Fitr si svolgerà nella notte tra il 23 e il 24 maggio. La spianata delle moschee rimarrà chiusa per decisione del Waqf (la fondazione che amministra i luoghi sacri musulmani) per prevenire i rischi per la salute, considerato che abitualmente centinaia di migliaia di musulmani convergono sulla Spianata delle Moschee in occasione di queste celebrazioni.

Durante gli ultimi 57 giorni di chiusura, la basilica del Santo Sepolcro ha comunque consentito l’accesso a religiosi e monaci di diverse fedi per garantire il regolare svolgimento della preghiera durante la Quaresima e la Pasqua, secondo quanto previsto dallo Status Quo. Le celebrazioni si sono svolte integralmente, ma con un numero limitato di partecipanti, nel rispetto delle misure precauzionali e in assenza dei fedeli.

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