Blog
Teheran è invivibile, il presidente iraniano vorrebbe trasferire la capitale
Quando non dorme, la capitale iraniana brulica di 20 milioni di persone e fa i conti con ingorghi stradali, assenze anche prolungate di acqua potabile ed energia elettrica, temperature estive torride. Così il governo sta pensando di spostare la capitale sulla costa sudorientale del Paese. Ma non è come dirlo.
L’israeliana Daniel Schulz: Perché ho detto no al servizio militare
Un'altra diciottenne si unisce ai venti coetanei che negli ultimi due anni hanno rifiutato il servizio di leva in Israele. Dice: «Conoscere dei coetanei palestinesi, apprendere dell’apartheid in Cisgiordania e dello sterminio a Gaza mi ha portato a questa scelta politica».
Raccolta delle olive in Cisgiordania, coloni scatenati
Resta alta la tensione in Cisgiordania, assente dal piano Trump per la pace, e dove in questo periodo dell’anno aumentano gli assalti dei coloni contro i palestinesi che raccolgono le olive per spingerli a lasciare le terre e le loro case.
Verso il disastro in Cisgiordania?
Mentre in Israele si susseguono le visite e i colloqui con gli inviati della Casa Bianca nell'intento di rafforzare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, la Knesset approva in prima lettura un progetto di legge che prevede l’annessione dei territori della Cisgiordania già occupati da Israele con gli insediamenti illegali.
Teheran dedica alla Madonna una nuova stazione della metropolitana
Anche i musulmani, mossi dal Corano, tributano un grande onore a Maria, madre di Gesù. Non dovrebbe quindi stupire così tanto che gli iraniani le dedichino una nuova stazione della metropolitana della capitale. Il gesto è però anche un riguardo verso la minoranza cristiana.
I rettori delle università di Gaza: «Chiediamo solidarietà coi fatti»
Un’altra forma di resilienza nelle testimonianze di docenti e studenti degli atenei gazesi, che da un anno cercano di seguire la didattica a distanza nei campi profughi. «Aiutateci a ricostruire i luoghi e le menti degli universitari» chiedono i vertici delle tre principali istituzioni di alta istruzione di Gaza.
Siria, per Ahmed al-Sharaa tappeti rossi a New York
Il nuovo presidente siriano (considerato un terrorista ricercato fino a pochi mesi fa) è con molti altri capi di Stato e di governo a New York per l'assemblea generale dell'Onu. Lo accolgono abbracci e strette di mano, quasi che fosse il leader di un Paese prospero e democratico, cosa che ancora non è.
Studiose palestinesi: «Uno Stato senza liberazione. È la risposta dell’Europa al genocidio»
Nel corso dell’80.ma sessione dell'Assemblea generale dell’Onu, il 22 settembre potrebbe aumentare il numero di Paesi che riconoscono lo Stato di Palestina. Una mossa di facciata, dicono tre politologhe del centro studi palestinese Al-Shabaka, che da sola non basta. Sono ben altre le azioni necessarie.
Boicottaggi culturali e oltre, i casi di Russia e Israele
È giusto prendersela con i cittadini di uno Stato per le azioni del loro governo? L'interrogativo torna d'attualità davanti all'appello lanciato nei giorni scorsi da quattromila attori, registi e cineasti di tutto il mondo che propongono di non collaborare con i colleghi israeliani, per solidarietà coi palestinesi.
Orly Noy (B’Tselem): «Anche i media ebraici corresponsabili di genocidio»
I crimini di guerra a Gaza, il presente e il futuro dello Stato ebraico, il bellicismo di Israele in Medio Oriente: l’attivista di origine iraniana traccia un’analisi a tutto campo della situazione oggi in Israele nel podcast della testata digitale israelo-palestinese +972.






















