(g.s.) – Nel pomeriggio di sabato 11 aprile 2026 la gioia pasquale può finalmente erompere a Gerusalemme, grazie al cessate il fuoco nella guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran.
Anche se meno numerosi che negli anni scorsi, moltissimi fedeli ortodossi gremiscono la basilica del Santo Sepolcro e le vie circostanti della città vecchia per partecipare alla cerimonia del Santo fuoco, rito al tempo stesso religioso e popolare. I flussi sono stati limitati e regolati dalla polizia israeliana che ha presidiato le porte delle antiche mura. In assenza dei pellegrini stranieri, l’assemblea è in buona parte composta da cristiani russi o ucraini immigrati in Israele soprattutto nell’ultimo decennio del secolo scorso – dopo lo sgretolamento dell’Unione Sovietica – al seguito di congiunti che avevano diritto alla cittadinanza israeliana in quanto ebrei. Anche sul tetto della basilica, ove sorgono le semplici celle del monastero etiope, scene gioiose tra i fedeli con le torce accese.
La tradizione vuole che durante questo rito pomeridiano del Sabato Santo una fiamma si accenda spontaneamente nelle mani del patriarca greco-ortodosso mentre prega dentro l’edicola che racchiude la tomba vuota del Risorto. Il fuoco passa poi di mano in mano accendendo le torce e i fasci di candele che i fedeli presenti portano con sé. Alcune lampade accese durante la cerimonia raggiungeranno poi in aereo i principali Paesi di fede cristiano-ortodossa nel giorno di Pasqua. Come un annuncio gioioso che da Gerusalemme si sparge nel mondo intero: «Il Signore Gesù è risorto! È veramente risorto».
Ultimo aggiornamento: 13/04/2026 09:37
























