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Basilica del Santo Sepolcro, avviato il restauro del pavimento

Cécile Lemoine
14 marzo 2022
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Basilica del Santo Sepolcro, avviato il restauro del pavimento
Il gesto simbolico di rimozione di una lastra del pavimento dà il via ufficiale a una nuova fase di lavori di restauro nella basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme il 14 marzo 2022 (foto Olivier Fitoussi/Flash90)

Questa mattina, 14 marzo 2022, a Gerusalemme, nella basilica del Santo Sepolcro hanno ufficialmente preso il via gli interventi di restauro del vetusto pavimento. I lavori dovrebbero protrarsi per 26 mesi.


Consunte dal tempo, dall’umidità, dalla cera delle candele e dai passi dei milioni di pellegrini che le hanno calpestate anno dopo anno, secolo dopo secolo, le lastre pavimentali della basilica del Santo Sepolcro hanno bisogno di aiuto. A tre anni dal restauro dell’edicola che racchiude i resti della tomba vuota del Signore Gesù, la mattina del 14 marzo 2022 è iniziata ufficialmente la nuova fase degli interventi di restauro.

Con un gesto simbolico, il patriarca greco-ortodosso Teofilo III, il custode di Terra Santa Francesco Patton, e padre Samuel Aghoyan, in rappresentanza del patriarcato armeno di Gerusalemme, hanno simbolicamente smosso con i picconi la prima lastra.

La semplice cerimonia ha fornito ai capi delle tre comunità religiose che condividono la proprietà e il mantenimento dell’edificio, l’opportunità di ribadire la loro unità di intenti nel conservare l’importante luogo di culto, caro a tutta la cristianità.

In previsione 26 mesi di lavoro

Obiettivo dei lavori, che hanno subito un ritardo di oltre due anni a causa della pandemia di Covid-19, è ripristinare i 1.000 metri quadrati di pavimento della basilica. Cogliendo l’occasione offerta dalla rimozione del pavimento una squadra di archeologi dell’Università La Sapienza di Roma curerà gli scavi nelle aree interessate, mentre gli specialisti del Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale – di Torino – si occuperanno del ripristino del pavimento, di cui è stata realizzata una mappatura fotografica estremamente precisa, a cura del Politecnico di Milano nel corso di sopralluoghi del settembre 2021.

14 marzo 2022, foto di gruppo con i tecnici e specialisti, italiani e locali, che supervisioneranno i lavori di restauro dei pavimenti della basilica del Santo Sepolcro. (foto Olivier Fitoussi/Flash90)

L’idea è quella di preservare il più possibile i materiali esistenti e di restituire unità stilistica all’insieme. Non tutte le lastre risalgono allo stesso periodo. Mentre alcune sono d’epoca medioevale, altre sono state posate nel secolo scorso, ha spiegato il professor Giorgio Piras, direttore del Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza.

Approfittando di questa occasione unica di accesso al sottosuolo della basilica, le autorità religiose responsabili hanno anche convenuto di mettere in sicurezza le fondamenta dell’edicola del Sepolcro, minacciate dall’umidità, e di rinnovare gli impianti idrici ed elettrici.

Il gruppo di esperti italiani prevede di dividere la basilica in dieci quadranti e di portare a termine l’intervento nell’arco di 26 mesi, badando ad interferire il meno possibile con le visite dei pellegrini e i riti, le celebrazioni e gli orari che scandiscono la vita quotidiana del santuario. Si comincerà dall’area laterale adiacente alla sacrestia dei francescani.

Un messaggio di speranza

Il calendario delle festività pasquali (quest’anno il Triduo santo per i cattolici va dal dal 14 al 17 aprile e per gli ortodossi dal 21 al 24 aprile) non dovrebbe subire interferenze. «Consentiremo il transito dei fedeli e concentreremo gli interventi su altri aspetti dei lavori», ha affermato Osama Hamdan, l’architetto che rappresenta la Custodia di Terra Santa nell’Ufficio tecnico congiunto che sovrintende alle operazioni.

I responsabili delle tre comunità religiose che custodiscono la basilica hanno voluto quest’oggi anche trasmettere un messaggio di speranza: «Mentre ci accingiamo a prenderci cura di questo pavimento danneggiato – ha detto il patriarca Teofilo – siamo in un momento difficile per l’umanità: la pandemia non è finita, in Ucraina c’è la guerra e il mondo soffre di instabilità politica, sociale ed economica. Da qui, da questa tomba, viene la speranza. Dalla risurrezione di Gesù Cristo, luce per il nostro mondo confuso e in ansia».

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