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Le Chiese di Terra Santa con Theophilos III, preghiera pubblica alla Porta di Jaffa

Guillaume Genet
12 luglio 2019
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Le Chiese di Terra Santa con Theophilos III, preghiera pubblica alla Porta di Jaffa
I rappresentanti delle Chiese di Terra Santa riuniti davanti all'Imperial Hotel, in Gerusalemme vecchia. (foto Yonatan Sindel/Flash90)

Nuova iniziativa pubblica, l'11 luglio scorso, dei capi delle Chiese di Terra Santa contro una recente sentenza della Corte suprema di Israele sfavorevole al Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme.


«Siamo qui alla Porta di Jaffa, nel cuore del quartiere cristiano. Siamo qui a pregare per la nostra amata città. Siamo in piedi, come fedeli discepoli di Cristo, nel luogo della sua passione». È con queste parole che il patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme Theophilos III ha iniziato la sua preghiera giovedì 11 luglio, davanti all’Hotel Imperial. Accogliendo l’invito del patriarca, la maggior parte delle comunità cristiane di Gerusalemme era rappresentata in questa pubblica manifestazione indetta per contestare la sentenza della Corte Suprema d’Israele che il 10 giugno scorso ha convalidato un contestato atto di compravendita di tre immobili della Chiesa greco-ortodossa, situati nella città vecchia di Gerusalemme, sollevando timori per l’integrità del quartiere cristiano e per la libertà di accedervi e transitarvi in futuro. Ad acquisire quegli edifici fu, nel 2004, Ateret Cohanim, un’associazione nazionalista ebraica che acquista abitazioni palestinesi per portare avanti la sua missione di «giudaizzare» la città vecchia e ridurre la presenza di non ebrei.

L’organizzazione, secondo il Patriarcato greco-ortodosso avrebbe comprato le proprietà grazie a transazioni poco trasparenti e fraudolente. È proprio davanti a due delle tre proprietà in questione – l’Hotel Imperial e il Petra Hotel, entrambi nei pressi della Porta di Jaffa – che i capi delle Chiese di Terra Santa si sono dati appuntamento per mostrare ancora una volta la loro disapprovazione della sentenza. «Ci rifiutiamo di consentire a gruppi radicali di diluire l’integrità e il carattere del quartiere cristiano di Gerusalemme», ha detto Theophilos III, aggiungendo che i leader delle comunità cristiane «non rimangono in silenzio». Il patriarca greco-ortodosso ha chiesto il rispetto della legge, insistendo sulle misure legittime che le Chiese potrebbero adottare per lottare contro la confisca di beni o lo sfratto illegittimo dei locatari. Il capo della Chiesa greco-ortodossa ha ribadito nuovamente l’importanza di preservare lo status quo a Gerusalemme e il ruolo chiave delle Chiese di Terra Santa nella crescita delle diverse comunità nel centro storico.

Il patriarcato ha ringraziato gli altri rappresentanti di queste Chiese per la loro solidarietà. Tra gli altri erano presenti il Custode di Terra Santa, fra Francesco Patton, il suo vicario fra Dobromir Jasztal e fra Ibrahim Faltas. Al loro fianco anche mons. Giacinto Boulos Marcuzzo, vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme. Anche le comunità anglicana, luterana, etiope, melchita e maronita erano rappresentate ai massimi livelli. Ogni gruppo si è alternato nella recita di preghiere per la pace a Gerusalemme e in Terra Santa.

Verso una Giornata internazionale di preghiera

I capi delle Chiese si sono brevemente confrontati sul tema delle vendite di immobili ecclesiastici e delle future iniziative comune. Hanno inoltre preso atto del sostegno espresso dal re di Giordania Abdallah II e del presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Monsignor Marcuzzo ha dato lettura di un messaggio di solidarietà inviato da mons. Michel Sabbah, patriarca latino emerito di Gerusalemme.

Durante l’incontro pubblico di preghiera, Teophilos III ha preannunciato che nel prossimo settembre verrà indetta una Giornata internazionale di preghiera per la comunità cristiana di Gerusalemme e il suo quartiere. Il patriarca ha chiesto ai cristiani di tutto il mondo di aderire e si è detto impaziente di poter dare il benvenuto ai leader cristiani e ai fedeli del mondo intero che vorranno confluire nella Città santa per l’occasione.

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