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Il patriarca maronita Hoyek è venerabile

Christophe Lafontaine
10 luglio 2019
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Il patriarca maronita Hoyek è venerabile
In questa immagine del 1920 il patriarca Elias Boutros Hoyek siede, tra altre autorità, alla destra del generale Henri Gouraud, alto commissario francese in Siria e Libano. (Wikimedia Commons)

Nei giorni scorsi papa Francesco ha riconosciuto che il patriarca maronita Elias Boutros Hoyek (1843-1931) visse eroicamente le virtù cristiane. Il pastore è considerato uno dei padri fondatori del Libano contemporaneo.


Nei giorni scorsi il settantaduesimo patriarca di Antiochia dei Maroniti, Elias Boutros Hoyek, è stato riconosciuto «venerabile» dalla Chiesa cattolica. «È una buona notizia per i libanesi e i maroniti sparsi nel mondo, ma anche per tutti i cristiani». Non nasconde la sua gioia l’attuale patriarca maronita card. Bechara Rai, al quale dà voce il quotidiano L’Orient-Le Jour. Continua il porporato: «Coloro che sono considerati dal cielo come giusti e che sono dichiarati benedetti e santi appartengono a tutta l’umanità. Ce lo dimostra san Charbel (il monaco maronita canonizzato da papa Paolo VI nel 1977 – ndr) che distribuisce le sue grazie a tutte le comunità senza distinzione». Un’osservazione che si comprende meglio se si considera che lo Stato libanese riconosce ufficialmente 18 comunità religiose, tra le quali cristiani e musulmani sono in maggioranza.

La sala stampa della Santa Sede ha annunciato il 6 luglio scorso che Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Elias Boutros Hoyek (1843-1931). Se sarà possibile attribuire un miracolo a colui che diresse la Chiesa maronita per 32 anni, il prossimo passo sarà la beatificazione.

Nato a Hilta, un piccolo villaggio nel Nord del Libano, a 20 chilometri da Batroun, il 4 dicembre 1843, Elias Hoyek fu uno studente di talento. Seguì gli studi teologici a Roma e fu ordinato sacerdote il 5 giugno 1870.

Ordinato vescovo il 14 dicembre 1889, fu vicario del patriarca Youhanna Boutros El Hadj e in tale veste si occupò di raccogliere i fondi necessari per l’apertura di un nuovo seminario maronita a Roma (inaugurato nel 1893) e di una residenza destinata ai pellegrini maroniti a Gerusalemme. Eletto patriarca all’età di 56 anni, il 6 gennaio 1899, morì a Bkerke, sede del patriarcato maronita, il 24 dicembre 1931.

Pastore e leader della nazione

Molto devoto, il patriarca Elias Boutros Hoyek aveva uno stile di vita semplice. Grande lettore dei testi di sant’Agostino, ha trasmesso ai posteri due lasciti principali: il primo è la congregazione delle Suore maronite della Sacra Famiglia, fondata nel 1895 e il cui obiettivo principale è l’educazione delle ragazze libanesi. Il secondo lascito lo pone tra i padri fondatori del Libano contemporaneo: colui che nel 1931 avrebbe pubblicato una lettera pastorale intitolata L’amore della patria nel 1919, alla fine della Prima guerra mondiale rappresentò gli abitanti del Monte Libano alla conferenza di pace di Versailles (Francia) convocata dalla Società delle Nazioni. In quel consesso l’ecclesiastico perorò la causa dell’indipendenza del Libano (non limitata alla sola area del Monte Libano) dopo la sconfitta e il dissolvimento dell’Impero Ottomano che fino a quel momento aveva governato la regione.

I maroniti devono al patriarca Hoyek anche l’erezione ad Harissa tra il 1906 e il 1908, della statua di Nostra Signora del Libano che s’affaccia sulla baia di Jounieh, di fronte a Beirut. L’effige mariana sorse per commemorare il cinquantesimo anniversario della proclamazione del dogma del Immacolata Concezione (papa Pio IX, 8 dicembre 1854) e consacrare il Libano alla Vergine Maria. Oggi questo luogo è il santuario più visitato in Libano da cristiani e musulmani.

Elias Boutros creò anche un vicariato patriarcale al Cairo, in Egitto, nel 1906 e le diocesi maronite indipendenti degli Stati Uniti d’America e dell’Argentina, nel 1920.

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