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I ciclisti di Overland sono giunti a Roma

02/08/2006  |  Roma
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I ciclisti di <i>Overland</i> sono giunti a Roma
I pellegrini a Lucca. La prima parte del pellegrinaggio si è conclusa a Roma in San Pietro con l'udienza papale.

Partiti da Lurago d'Erba (Como) i pellegrini-ciclisti del gruppo Overland hanno raggiunto Roma attraverso la via Francigena. La prima parte del pellgrinaggio verso Gerusalemme e la Terra Santa si è concluso con l'udienza papale in piazza San Pietro.


I ciclisti di Overland hanno terminato felicemente la prima parte del pellegrinaggio lungo la via Francigena con l’arrivo a Roma e con l’udienza del Papa in piazza San Pietro. Lungo il percorso, tante memorie di fede dei pellegrini antichi verso Gerusalemme. Ecco il diario delle prime cinque tappe.

Prima Tappa: Lurago d’Erba – Chiaravalle della Colomba: km 150
Come da programma partiamo regolarmente venerdi 28 agosto da Lurago d’Erba, dopo i saluti dei sindaci di Lurago d’Erba e di Inverigo e la benedizione di Don Angelo, parroco di Lurago. Sul volto di parenti e amici si legge l’apprensione per un viaggio che si rivela problematico a causa della drammatica situazione bellica della Terra Santa.
La prima tappa ci porta dalla Lombardia all’Emilia Romagna e ha il suo momento più suggestivo nel «guado» in barca del fiume Po, da Corte Sant’Andrea a Calendasco, come fece nel 990 l’arcivescovo di Canterbury Sigerico del quale seguiremo le orme lungo la Via Francigena fino a Roma. Occorrono tre viaggi per trasbordare pellegrini e biciclette. L’imbarco e lo sbarco si rivelano complessi per la straordinaria magra del fiume conseguente il lungo periodo di siccità e difficoltosa è la navigazione tra banchi di sabbia e isole d’erba popolate da aironi. La sponda emiliana ci accoglie con i lampi e tuoni di un atteso temporale che stempera l’insopportabile afa di questo mese di luglio. Pernottiamo nel quattrocentesco palazzo della Commenda antistante l’abbazia di Chiaravalle della Colomba.

Seconda tappa: Chiaravalle della Colomba – Pontremoli: km 110
La prima sosta è a Fidenza per visitare lo splendido duomo romano-gotico dalla facciata ricca di sculture interamente dedicate al tema del pellegrinaggio. Poi ci attende la lunga salita che ci porta agli oltre 1000 metri del Passo della Cisa, il longobardo passo del Monte Bardone e «tetto» del settore europeo del pellegrinaggio a Gerusalemme. La nostra fila di ciclisti si snoda lungo il tracciato, ognuno col suo passo e la sua fatica, ma l’aria, fresca per la quota e per i temporali notturni, fornisce un insperato e corroborante aiuto. Al passo superiamo la linea di demarca¬zione fra le province di Parma e di Mas¬sa-Carrara e iniziamo la picchiata verso la Lunigiana e la sottostante cittadina di Pontremoli che dall’alto ci appare come una sfilata di tetti rossi incastonati nel fitto verde dei boschi. Una volta a destinazione lasciamo scatenare un violento ma breve temporale; poi torniamo nel centro cittadino per assistere alla messa celebrata in duomo.

Terza tappa: Pontremoli – Castelfiorentino: km 160
Tappa lunga ma senza grandi dislivelli. Da Pontremoli ridiscendiamo la Lunigiana, poi costeggiamo le Apuane fino a Pietrasanta dalla quale, dopo il superamento di un ripido colle, entriamo nella valle dell’Arno. Sostiamo a Lucca per visitare il Duomo con il Volto Santo, l’immagine miracolosa che nel passato costituiva per i pellegrini più stanchi l’occasione per terminare il viaggio. Nessuno di noi si trova però ancora in questa situazione per cui, dopo uno spuntino alla base delle mura, proseguiamo il nostro viaggio verso Altopascio sede nel Medio Evo di un ospizio per pellegrini gestito dall’ordine cavalleresco dei Cavalieri del Tau. Tutto è chiuso per il giorno domenicale per cui, dopo esserci rinfrescati francescanamente ad una fontana, concludiamo la tappa in Val d’Elsa a Castelfiorentino.

Quarta tappa: Castelforentino – Acquapendente: km 162
Tappa faticosa per il caldo e per i notevoli dislivelli. Prima impegnativa salita per raggiungere il paese di San Giminiano, poi quella per arrivare a Siena di cui abbiamo visitato il centro storico. Poi i lunghi saliscendi nella campagna senese fino ad Acquapendente, paese scelto per il pernottamento come facevano gli antichi pellegrini. Doverosa la visita alla basilica del Santo Sepolcro che nella cripta riproduce l’omonima edicola di Gerusalemme.

Quinta tappa: Acquapendente – Roma: km 145
Anche questa una tappa a continui saliscendi. Soste a Bolsena per visitare la basilica del Miracolo Eucaristico e la tomba di Santa Cristina, una delle sante più venerate lungo la Via Francigena, a Viterbo per visitare il palazzo dei Papi e a Sutri per osservare nella chiesa rupestre della Madonna del Pardo l’affresco che rappresenta l’arcangelo Gabriele del Gargano che indica la via ad una fila di pellegrini (senza bicicletta, però). Nei pressi di Roma siamo presi in consegna da due macchine della polizia locale che lungo la Via Trionfale ci scortano fino alla casa di Don Guanella dopo aver dato un’occhiata veloce a Roma dalla cima del Monte Mario, il Mons Gaudii degli antichi pellegrini.
A Roma termina la prima parte del nostro pellegrinaggio che si è svolto senza particolari incidenti, favorito anche da buone condizioni meteorologiche.
Oggi ci aspetta l’udienza papale in piazza San Pietro.

 

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Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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