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In Israele datteri deliziosi da semi bimillenari

Eleonora Prandi
15 settembre 2020
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In Israele datteri deliziosi da semi bimillenari
Una manciata di datteri, frutti tipici del Medio Oriente.

Non erano affatto male i datteri che i ricercatori israeliani sono riusciti a far maturare alcuni giorni fa da palme germogliate negli anni scorsi da semi antichissimi, rinvenuti in vari siti archeologici nel deserto di Giuda.


«Erano molto gustosi, il loro sapore non ha per nulla risentito dell’età dei semi, quasi due millenni». Questo il commento di Sarah Sallon, direttrice del Centro di ricerca Borick per la medicina naturale dell’Ospedale universitario Hadassah, di Gerusalemme, che ha seminato, ed assaggiato, i primi datteri nati da semi antichi di duemila anni.

Venerdì 11 settembre, sulle pendici che s’affacciano sulla città vecchia di Gerusalemme, si è tenuta una cerimonia della decima, sulla scorta dell’ammaestramento biblico di riservare a Dio le primizie del raccolto. Ad essere colti, in questo caso, sono stati i primi datteri maturati sulle palme germogliate nei mesi scorsi da semi plurimillenari, come certificano i test al carbonio 14 a cui sono stati sottoposti. La raccolta di questi datteri è il coronamento di un progetto che da 15 anni fa rivivere antiche specie di palme da dattero germinate dai semi trovati negli scavi archeologici nel deserto della Giudea. Il progetto è guidato da Sarah Sallon e Elaine Solowey, che gestisce il Centro per l’agricoltura sostenibile presso l’Istituto Arava per gli Studi ambientali del Kibbutz Ketura.

Da Matusalemme e Hannah

La prima palma a germogliare nel 2005 era stata chiamata Matusalemme, nome del patriarca biblico noto per la sua longevità, ma la pianta, il cui seme è stato scoperto negli scavi archeologici a Masada, si è rivelata essere un maschio, che non produce frutti.

Sallon è quindi partita alla ricerca di altri semi che ha trovato, ad esempio, a Qumran, la località sulla riva occidentale del Mar Morto in cui furono casualmente rinvenuti nel secolo scorso gli ormai celebri rotoli con brani della Bibbia ebraica. Da quei semi germogliarono, tra il 2011 e il 2014, sei piante. Una di esse, soprannominata Hannah, è «inaspettatamente fiorita sei anni dopo averla piantata» commenta sulle pagine online del quotidiano Haaretz la direttrice del Centro per l’agricoltura sostenibile. «Così ho raccolto il polline da Matusalemme e l’ho sparso sui fiori di Hannah. Oggi raccogliamo i frutti di quella unione», conclude la studiosa al termine della cerimonia della decima.

Le palme da dattero sono ritenute essere le prime piante coltivate dall’umanità. Le indagini scientifiche indicano che alcuni resti ritrovati risalgono a 50 milioni di anni fa. Non a caso la mitologia classica associa questa pianta all’immortale fenice, come testimonia il suo nome scientifico: phoenix dactylifera.

Frutti prelibati

Il dattero è, nella storia dell’uomo, un frutto molto importante. Nell’antico Egitto era conosciuto per le sue proprietà energetiche, i romani lo utilizzavano per aromatizzare il vino e fare dolci. Inoltre lo associavano simbolicamente alla vittoria e all’onore. È infatti con dei rami di palma che la folla accolse Gesù in sella ad un asino mentre entrava a Gerusalemme nella domenica che precede quella della Passione. Il dattero è frequentemente menzionato nel Corano e nella Torah.

È ai beduini del deserto che subito si pensa quando si vedono i datteri. Tra le oltre otto varietà note ce n’è una che viene chiamata «pane del deserto» e da millenni sfama le popolazioni nomadi delle terre aride del Medio Oriente che vivono di pastorizia e si spostano frequentemente in cerca di oasi dove abbeverare gli animali.

Grazie al lavoro di Sarah Sallon ed Elaine Solowey, che traccia le diverse varietà di semi ritrovati in Giudea, si hanno spunti importanti per ricostruire un pezzo di storia del Mediterraneo. «In poche parole – osserva Sallon sul quotidiano The New York Times – cosa capiamo studiando questi semi? La storia dell’Israele antico e del popolo ebraico, delle diaspore, delle rotte mercantili e dei commerci in tutto il Medio Oriente».

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