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La Nazionale cantanti italiana in Israele e Palestina

Beatrice Guarrera
30 ottobre 2019
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La Nazionale cantanti italiana in Israele e Palestina
Il gruppo della Nazionale cantanti italiana in visita alla scuola di Terra Santa, a Gerusalemme. (foto N. Asfour/Cts)

Culmina con una partita nello stadio di Betlemme nel tardo pomeriggio di oggi, 30 ottobre, la trasferta solidale della Nazionale cantanti italiana in Terra Santa. L'incontro con i francescani e altre realtà locali.


Ha come protagonisti sport e solidarietà il viaggio in Terra Santa della Nazionale cantanti italiana. Dopo la benedizione di papa Francesco ricevuta il 16 ottobre in udienza al Vaticano, l’associazione di artisti italiani è volata a Tel Aviv per partecipare a una serie di iniziative benefiche. Quella che si svolge dal 28 al 31 ottobre però non è la prima visita della Nazionale Cantanti in Terra Santa. Niccolò Fabi è sul terrazzo della scuola della Custodia di Terra Santa a Gerusalemme, quando ricorda la sua prima volta nel Paese. Era nell’organizzazione della partita del cuore per la Pace che si svolse il 25 maggio 2000 allo Stadio Olimpico di Roma. A scendere in campo insieme con la Nazionale Cantanti fu una squadra mista formata da israeliani e palestinesi, che per la prima volta giocavano insieme. «In quell’occasione ci fu l’ultimo incontro ufficiale tra Shimon Peres (all’epoca ministro e più tardi presidente di Israele – ndr) e [il leader dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina] Yasser Arafat – racconta Fabi –. Di lì a pochi mesi scoppiò la seconda intifada». Sembra passato molto tempo dal giorno in cui Fabi andò a Ramallah con la delegazione della Nazionale cantanti per parlare della partita. «Se ripenso a quella serata con Arafat a fumare il narghilè, mi sembra surreale e mai esistita», continua il cantante.

A tu per tu con chi crea ponti

A distanza di quasi vent’anni, il viaggio della Nazionale cantanti ha avuto invece come prerogativa la visita e il supporto ad alcune realtà che operano in Israele e Palestina. A poche ore dall’arrivo, l’associazione benefica ha voluto recarsi al Centro Peres per la pace e l’innovazione (Peres Center for Peace and Innovation), di Tel Aviv, per contribuire al finanziamento del progetto Saving Children, che si occupa di far curare pazienti pediatrici palestinesi negli ospedali israeliani. «Il Centro è molto attivo e opera in un meccanismo cosi delicato dal punto di vista degli equilibri politici e religiosi che sembra di camminare su un terreno scivolosissimo, sui bicchieri di cristallo – ha commentato Niccolò Fabi –. Il fatto che diano la possibilità ai bambini palestinesi di essere curati negli ospedali israeliani significa però riempire il contenitore della comprensione reciproca e non solo quello della difesa a oltranza. C’è la volontà, da parte di alcune persone, di apportare semi di empatia, di pacificazione, di rispetto reciproco».

La delicatezza e la complessità della Terra Santa hanno colpito anche il cantante Mattia Bellegrandi, in arte Briga, che si sofferma su un aspetto particolare. «Appena sono atterrato in aeroporto ho avvertito una scarica di adrenalina incredibile, che è difficilmente ho sperimentato in altri Paesi – ha spiegato –. Qui vedo gente che ce la sta mettendo tutta per risollevare le sorti di questa terra, spesso maltrattata. Oggi ne abbiamo avuto una prova meravigliosa in questa visita alla scuola di Terra Santa, gestita dai francescani. Qui si insegna ai bambini cristiani e musulmani a vivere insieme, ad integrarsi e non odiarsi». Anche Briga parla dal terrazzo della scuola di Terra Santa di Gerusalemme, tappa del secondo giorno di viaggio della Nazionale cantanti italiana. L’associazione benefica ha voluto donare un contributo concreto al progetto Bambini senza confini, voluto proprio dal suo direttore, fra Ibrahim Faltas, per educare al rispetto reciproco e alla pace tramite lo sport.

Il valore dello sport per veicolare messaggi di pace e solidarietà è anche quello che sostiene la Nazionale cantanti, che si è proposta, infatti, per una partita amichevole con i ragazzi della scuola della Custodia di Terra Santa.

Palestinesi e italiani, cantanti in campo

Tra gli artisti italiani presenti nella delegazione, oltre a Niccolò Fabi e Briga, ci sono il presidente Paolo Belli, Boosta dei Subsonica, Paolo Vallesi, Marco Filadelfia, l’attore Neri Marcorè e il calciatore Stefano Sorrentino. Il viaggio solidale culmina questo pomeriggio, 30 ottobre, allo stadio Al-Khader di Betlemme, dove gli italiani disputeranno una partita con una squadra di artisti palestinesi. Tra di loro i nomi confermati e più conosciuti sono il vincitore di Arab Idol, Yacoub Shaheen, e il giovane cantautore Milad Fatouleh, che nel 2004, quando aveva nove anni, prese parte, in Italia, alla 47.ma edizione dello Zecchino d’Oro.

Insieme con la Fondazione Geronimo Stilton ha finanziato la trasferta in Terra Santa, anche l’azienda campana Givova, che è tra gli sponsor della squadra. Per bocca del presidente Giovanni Acanfora e della moglie, ed amministratore unico, Giuseppina Lodovico (accompagnati in questo viaggio dalla terzogenita, la piccola Vittoria), la Givova si è impegnata a sostenere anche in futuro le realtà visitate, rifornendole di capi d’abbigliamento sportivo di sua produzione.

Clicca qui per un servizio video del Christian Media Center.

Ultimo aggiornamento: 04/11/2019 09:50

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