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Guterres: «Cessi l’occupazione e nasca lo Stato di Palestina»

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6 giugno 2017
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Guterres: «Cessi l’occupazione e nasca lo Stato di Palestina»
António Guterres fotografato in Arabia Saudita nel febbraio scorso. (foto UN/Mohammed Al Deghaishim)

Il segretario generale delle Nazioni Unite nel cinquantesimo anniversario della Guerra dei sei giorni. António Guterres dice che non c'è vera alternativa alla creazione di uno Stato palestinese accanto a Israele.


(g.s.) – Sempre meno gente ci crede veramente ormai, eppure il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ammonisce che non è questo il momento per rinunciare alla creazione di uno Stato palestinese che sorga accanto a quello di Israele su Territori non più militarmente occupati dalle forze armate di quest’ultimo.

Il massimo funzionario dell’Onu lo ha detto in una dichiarazione diffusa ieri da New York, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’inizio della Guerra dei sei giorni (5-10 giugno 1967).

L’occupazione della Cisgiordania, di Gerusalemme Est, della Striscia di Gaza e delle alture del Golan – sottratte al controllo siriano – ha prodotto centinaia di migliaia di sfollati palestinesi e siriani, osserva Guterres.

«Questa occupazione – soggiunge – ha imposto un pesante fardello umanitario e un intralcio allo sviluppo del popolo palestinese. Generazione dopo generazione, i palestinesi sono stati costretti a crescere e a vivere in campi profughi sempre più affollati. Molti si sono ritrovati in condizioni di estrema povertà e senza prospettive di una vita futura migliore per i propri figli. L’occupazione ha plasmato sia la vita dei palestinesi sia quella degli israeliani. Ha innescato ricorrenti cicli di violenza e vendetta».

«Perpetuarla invia un messaggio inequivocabile a generazioni di palestinesi e cioè che il loro sogno di uno stato sovrano è destinato a rimanere tale: un sogno; e agli israeliani dice che il loro desiderio di pace, sicurezza e riconoscimento a livello regionale rimane irraggiungibile».

Porre fine all’occupazione iniziata nel 1967 e conseguire la soluzione negoziata dei due Stati (per due popoli), rimarca il segretario generale, «è l’unico modo per gettare le basi di una pace duratura che risponda al bisogno israeliano di sicurezza e all’aspirazione palestinese per uno Stato sovrano».

Certo, sin da ora bisogna sgombrare il campo dagli ostacoli: il continuo espandersi degli insediamenti ebraici nei Territori palestinesi; l’incitazione alla violenza; l’illecito accumulo di armi e l’attività di milizie nella Striscia di Gaza. Ostacoli che, secondo Guterres, «rischiano di creare la realtà di uno Stato unico, che è incompatibile con le legittimi aspirazioni storiche e nazionali di entrambi i popoli».

Troppo tempo è trascorso invano. «Nel 1947 – conclude il segretario generale Onu – sulla base della risoluzione 181 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il mondo approvò la soluzione dei due Stati e chiese che sorgessero “uno Stato arabo e uno Stato ebraico indipendenti”. Il 14 maggio 1948 nasceva lo Stato di Israele. Quasi settant’anni dopo il mondo aspetta ancora la nascita dello Stato palestinese».

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