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Contro i luoghi comuni sull’Islam

Terrasanta.net
30 luglio 2016
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Contro i luoghi comuni sull’Islam

Lo storico Franco Cardini è convinto che sia necessario distinguere l'islamismo dall'Islam. E in questo libro contrasta molti luoghi comuni annidati nel nostro discorrere pubblico e privato.


(g.s.) – Questo libro fa parte di una collana di saggi che, sin dalla copertina, intendono smentire, o in qualche caso confermare, affermazioni che sono ormai luoghi comuni.

Scorri rapido l’indice dei nomi propri citati nel tascabile e ne conti 250 circa, contemporanei o d’epoche storiche remote, menzionati nel corpo del testo o nelle note. È già un indizio dell’ampiezza del discorso che il professor Franco Cardini – storico, esperto di Crociate e delle relazioni tra Europa e Medio Oriente – sviluppa in queste pagine con il piglio del dotto polemista che non le manda a dire. Giusto un esempio: «Gli islamofobi continuano a disinformarci. Bisognerebbe farli smettere. Li abbiamo più volte invitati a provare a ragionare: la maggior parte di loro non ci riesce, i pochi che potrebbero riuscirci sono troppo in malafede».

L’intento dell’Autore è chiaro: confutare convinzioni superficiali ed ampiamente diffuse nel discorrere medio intorno all’Islam e ai suoi controversi rapporti interni e con l’Occidente. In altri termini una difesa della complessità contro le semplificazioni che mistificano.

Nel suo procedere Cardini contesta la perentoria affermazione che «l’Islam moderato non esiste» e lo fa contestando le tesi di Oriana Fallaci, per la quale professa stima in quanto donna, giornalista e scrittrice, senza esimersi però dal contestarle generalizzazioni e semplificazioni imperdonabili.

L’Autore si adopera poi per convincere i suoi lettori che Islam e modernità non sono poi così inconciliabili e che non esiste un unico volto, o un’unica forma, dell’Islam. Cosa inverosimile, d’altronde, anche solo guardando al dato demografico: i musulmani nel mondo sono quasi un miliardo e mezzo e vivono in vari continenti, a contatto con le più varie culture, ancestrali e contemporanee.

Il discorso prosegue toccando altri temi ricorrenti.

Cardini argomenta che se siamo in guerra, come ripetono spesso retoricamente media e politici occidentali, occorre capire che guerra è; chi sono i nemici e chi gli alleati; chi tra loro è sincero e chi fa il doppio gioco. In definitiva, argomenta Cardini, occorre comprendere che non è l’Islam la minaccia, ma semmai quella perversione che è l’islamismo. Il quale, come ogni altro “ismo”, piega un’istanza positiva ad un uso strumentale e, in definitiva, non punta ad altro che al potere.

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