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Cibo e archeologia in Medio Oriente, folto pubblico all’Ambrosiana

Carlo Giorgi
12 maggio 2015
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Cibo e archeologia in Medio Oriente, folto pubblico all’Ambrosiana
L'attento uditorio che ha preso parte alla giornata del 9 maggio presso la Biblioteca Ambrosiana. (foto A. Varieschi)

Ha incontrato i consensi del pubblico presente la prima Giornata di archeologia e storia del Vicino e Medio Oriente, manifestazione che si è svolta a Milano sabato 9 maggio presso la Biblioteca Ambrosiana. L'evento è stato organizzato dalla Fondazione Terra Santa, in collaborazione con lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e la prestigiosa istituzione ospite.


Un’opportunità aperta a tutti per conoscere meglio il Medio Oriente attraverso le scoperte archeologiche. È stato questo il senso della prima Giornata di archeologia e storia del Vicino e Medio Oriente, manifestazione che si è svolta a Milano sabato 9 maggio presso la Biblioteca Ambrosiana, organizzata dalla Fondazione Terra Santa, in collaborazione con lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e la prestigiosa istituzione ospite.

Il titolo scelto per l’edizione 2015 – che vantava tra l’altro il patrocinio di Expo, l’Esposizione universale in corso fino a tutto ottobre a Milano – è stato Cibo e archeologia. Nel corso della densa giornata (clicca qui per la locandina del programma in formato pdf) si sono susseguite relazioni di docenti di diversi atenei, archeologi e ricercatori, che hanno raccontato al pubblico alcune pagine uniche dell’archeologia in Medio Oriente, accomunate dal tema del cibo.

Giovanni Gianfrate, esperto di storia dell’ulivicoltura del Mediterraneo, ha raccontato l’epopea della coltivazione dell’ulivo in Palestina, dal Paleolitico (45 mila anni fa) ad oggi. Maria Teresa Grassi, docente di archeologia dell’Università degli Studi di Milano, ha svolto una relazione dal titolo Dall’Oriente a Roma: le vie delle spezie, spiegando come le spezie, e in particolare il pepe – che i romani usavano in grandi quantità per insaporire e conservare i cibi –, arrivassero dall’Asia fino a Roma, su rotte mercantili che facilitavano gli scambi culturali oltre che i commerci. Emanuele Ciampini, ricercatore di egittologia presso l’università Ca’ Foscari di Venezia, ha approfondito alcuni aspetti della cultura del cibo nell’antico Egitto; don Gianantonio Urbani, dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, ha condotto idealmente i presenti a Nain, il villaggio della Galilea in cui Gesù resuscita il figlio di una vedova, spiegando come vi fosse organizzata la vita comune – cibo, feste, lavoro – nel primo secolo d.C. Elena Lea Bartolini De Angeli, docente di giudaismo presso l’Istituto superiore di scienze religiose di Milano, ha trattato il tema delle offerte sacrificali nel tempio di Gerusalemme. Carla Benelli, storica dell’arte e coordinatrice di progetti di restauro con l’Associazione Ats – Pro Terra Sancta, ha tenuto una lezione su Frutti della terra e fauna nei mosaici bizantini di Giordania e Palestina, mostrando una ricchissima galleria di immagini rappresentanti uccelli, pesci, animali selvatici, domestici o fantastici; grappoli d’uva e tavole imbandite, che decoravano i pavimenti di case private e basiliche nei primi secoli dell’era cristiana. Claudia Perassi, docente di numismatica dell’Università cattolica di Milano, ha raccontato insieme al dottor Alessandro Bona, la storia della cosiddetta Tariffa di Palmira, ovvero la stele del secondo secolo d.C. (scoperta nella città di Palmira, nell’odierna Siria) dove sono indicate tutte le tasse applicate ai generi alimentari di passaggio in città: dall’acqua al formaggio, dal pesce salato al vino, dal frumento all’olio d’oliva. Giovanni Canova, docente di lingua e letteratura araba all’Università di Napoli, l’Orientale, ha raccontato le modalità della preparazione del pane in Egitto Meridionale. Mentre padre Paolo Nicelli, dottore presso la Biblioteca Ambrosiana e ivi segretario della Classe di studi dell’Africa, ha presentato il meraviglioso codice miniato Ms. Arabo A 125 inf Al-Muhtār bin Hasan Ibn Butlān, Risālat Dawat al-atibba(Il Simposio dei medici), sec. XIII, in questi giorni esposto in una mostra presso la stessa Ambrosiana.

Un momento particolare è stato quello della commemorazione di fra Pietro Kaswalder, professore dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, mancato ormai un anno fa. È stato proiettato infatti un video inedito prodotto dal Christian Media Center di Gerusalemme, sulla sua opera e la sua eredità. Infine nel corso della giornata fra Alessandro Cavicchia, docente dello Studium Biblicum Franciscanum, ha presentato al pubblico l’ultimo Liber Annuus pubblicato (il LXIV – 2014), storica pubblicazione scientifica dell’ateneo di Gerusalemme.

La giornata si è svolta con la partnership della Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto (Trento), che ha concesso la proiezione del documentario Sulla via di Petra, di Alberto Castellani.

L’evento milanese è stato anche un modo per denunciare lo scempio che sta avvenendo in Medio Oriente, dove i siti archeologici di Nimrud e Khorsabad, nel nord dell’Iraq, così come il museo di Mossul, l’antica Ninive del profeta Giona, sono stati devastati dai terroristi dello Stato Islamico. E buona parte del patrimonio di storia e archeologia di Siria ed Iraq rischia di venire danneggiato se non distrutto nel conflitto.

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