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Fare marketing col Papa

17/04/2009  |  Milano
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Manca meno di un mese ormai al viaggio del Papa in Terra Santa. E nei giorni scorsi anche i governi di Israele e della Giordania hanno scoperto le loro carte in vista di questo appuntamento. Sono infatti on line i due siti Internet che i rispettivi ministeri del turismo dedicano all'ospite in arrivo dal Vaticano. Metterli a confronto è un'operazione che già da sola dice molto.


Manca meno di un mese ormai al viaggio del Papa in Terra Santa. E nei giorni scorsi anche i governi di Israele e della Giordania hanno scoperto le loro carte in vista di questo appuntamento. Sono infatti on line i due siti Internet che i rispettivi ministeri del turismo dedicano all’ospite in arrivo dal Vaticano. Metterli a confronto è un’operazione che già da sola dice molto.

Intanto non c’è ombra di dubbio: il derby lo vince la Giordania. Homepage con musica e movimento, il nome di Benedetto XVI scritto in grande su cubetti girevoli (che sono poi i link che rimandano alle diverse sezioni), abbondanza di materiale informativo, addirittura un breve documentario sui luoghi cristiani della Giordania che chiunque può liberamente scaricare. Non manca neppure il tocco un po’ kitsch, al cento per cento arabo: se ti iscrivi alla mailing list puoi «vincere bottiglie d’acqua santa e altri premi». Gadget non casuale: il luogo che il turismo giordano più di ogni altro vuole promuovere è «Betania oltre il Giordano», dove secondo un’antica tradizione sarebbe avvenuto il battesimo di Gesù. Proprio qui Benedetto XVI – durante il viaggio – porrà la prima pietra di due chiese, una di rito latino e una di rito melchita, che re Abdallah (per tradizione di famiglia discendente del profeta Maometto) ha autorizzato a costruire. Dunque basta il sito per capire quanto la Giordania punti su questo viaggio. Del resto nel 1964 su tre giorni di viaggio Paolo VI ne dedicò appena uno alla Giordania; anche Giovanni Paolo II nel 2000 – pur avendo a disposizione otto giorni – restò 24 ore tra Amman e il Monte Nebo. Stavolta invece – in un viaggio che durerà sempre otto giorni – Benedetto XVI si fermerà in Giordania per tre giorni pieni. Con momenti anche molto importanti, come la visita alla moschea Hussein Bin Talal.

Stile, invece, perfettamente «sabra» (made in Israel) per il sito dedicato alla visita del Papa dal ministero del turismo israeliano. Pochi fronzoli e subito al sodo: una delle prime cose che balza all’occhio è il link per trovare l’agente di viaggio locale che ti può aiutare ad organizzare il tuo pellegrinaggio. Va detto che qui in homepage appare subito la croce, mentre i giordani si sbizzarriscono in vetrate e arabeschi, ma (guarda caso) nelle immagini una croce fai fatica a trovarla. Un’altra differenza sostanziale è nelle lingue: sette per quello israeliano, sei per quello giordano. Ma mentre nel secondo compare anche l’arabo, nel primo l’ebraico non c’è: è un sito pensato solo per gli stranieri; non si ritiene che valga la pena di raccontare i luoghi cristiani ai cittadini israeliani. Perché li conoscono già? Chiunque è stato in Israele sa che non è affatto così. Un’ultima annotazione che vale per entrambi i siti: se uno consultasse solo queste fonti avrebbe l’impressione che il Papa si appresti a compiere due viaggi distinti, uno in Giordania, l’altro in Israele. Sulle rispettive pagine web i programmi sono rigorosamente ristretti ai giorni che Benedetto XVI trascorrerà entro i propri confini. Anche qui si capisce quanto la politica c’entri: la Terra Santa in realtà è una sola, nonostante i suoi luoghi si trovino parte in un Paese e parte nell’altro. Ecco perché – alla fine – non si può compiere un viaggio sulle orme di Gesù senza porsi il problema del conflitto che insanguina questa regione.

Infine un’ultima segnalazione che non riguarda il viaggio del Papa ma i cristiani in Israele: qualche giorno fa, in occasione della coincidenza tra le due Pasque, Haaretz ha pubblicato un articolo sui cattolici di espressione ebraica. Un ritratto scritto con sincera curiosità, facendo parlare anche padre David Neuhaus, da poche settimane scelto dal patriarca Fouad Twal come nuovo vicario per le comunità dei cattolici di espressione ebraica. Di buon auspicio per le cronache sul viaggio di Benedetto XVI.

Clicca qui per il sito del ministero del Turismo israeliano sulla visita del Papa
Clicca qui per il sito del ministero del Turismo giordano sulla visita del Papa
Clicca qui per leggere l’articolo di Haaretz sui cattolici di espressione ebraica

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