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Allo Yad Vashem un dibattito tra storici su Pio XII e la Shoah

07/03/2009  |  Gerusalemme
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Allo Yad Vashem un dibattito tra storici su Pio XII e la<i> Shoah</i>
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L'Istituto internazionale Yad Vashem per la ricerca sull'Olocausto e lo Studium Theologicum Salesianum San Pietro e Paolo domenica e lunedì 8 e 9 marzo terranno a Gerusalemme un seminario a carattere accademico per fare il punto sulla ricerca storica intorno al tema di Pio XII e l'Olocausto. Terrasanta.net ha raggiunto al telefono padre Roberto Spataro, responsabile dello Studium salesiano di Gerusalemme e moderatore del seminario che si aprirà domani, per chiedergli le ragioni della conferenza.


L’Istituto internazionale Yad Vashem per la ricerca sull’Olocausto e lo Studium Theologicum Salesianum San Pietro e Paolo domenica e lunedì 8 e 9 marzo terranno a Gerusalemme un seminario a carattere accademico per fare il punto sulla ricerca storica intorno al tema di Pio XII e l’Olocausto. L’idea di un simile evento si è fatta strada soprattutto dopo le controversie generate da un pannello esposto al Museo dell’Olocausto Yad Vashem contenente una didascalia in cui si afferma che il Pontefice tenne una posizione « neutrale» rispetto alla Shoah e non fece abbastanza per salvare la vita degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale.
Terrasanta.net ha raggiunto al telefono padre Roberto Spataro, responsabile dello Studium salesiano di Gerusalemme e moderatore del seminario che si aprirà domani, per chiedergli quali siano le ragioni della conferenza (a porte chiuse) e quali esiti si attendano.

Padre Spataro, potrebbe dirci qualcosa di più sul seminario che sta per aprirsi a Gerusalemme?
Vi prenderanno parte degli storici invitati dai responsabili dello Yad Vashem e dello Studium Theologicum Salesianum. La richiesta è che mettano in comune i risultati delle loro ricerche sul tema di Pio XII e del suo cosiddetto silenzio durante l’Olocausto, così da poter intavolare un dibattito storico aggiornato sull’argomento. Altro obiettivo è quello di aiutare coloro che sono ancora su posizioni molto critiche circa il rapporto di Papa Pacelli con gli ebrei a riconsiderare le loro posizioni. Ma l’intento più generale del seminario è di approfondire al meglio il tema proposto e di raggiungere, per quanto possibile, una posizione condivisa, o almeno stabilire una cooperazione fruttuosa tra gli storici.

È la prima volta che viene realizzata un’iniziativa del genere?
Sì, per la prima volta lo Yad Vashem accetta l’invito a discutere con gli storici di posizioni diverse il testo della didascalia esposta nel museo. Ma voglio sottolineare con chiarezza che l’approccio dimostrato sin dall’inizio dalle autorità dello Yad Vashem è stato eccellente e molto positivo. Si dichiarano ansiose di discutere con franchezza con gli storici e ricercatori che sono su posizioni diverse dalla loro.

La speranza è che la discussa didascalia venga rimossa o riformulata?
Bella domanda. La proposta di dar vita al seminario che si aprirà domani trae origine dalle perplessità espresse su quella didascalia da autorità come il delegato apostolico a Gerusalemme (sia mons. Antonio Franco sia il suo predecessore mons. Pietro Sambi – ndr). Perciò il testo della didascalia e l’opportunità di cambiarlo sarà sul tavolo, se così possiamo dire, durante il dibattito. Ma mi preme rimarcare che lo scopo primo non è di averla vinta sui responsabili dello Yad Vashem per ottenere che cambino la didascalia, ma semplicemente di mettere a confronto le diverse posizioni degli storici.

Il seminario è stato pianificato prima che trapelassero le indiscrezioni sull’imminente pellegrinaggio del Papa in Terra Santa?
In effetti non c’è alcuna correlazione con quell’evento, perché l’idea di convocare il seminario ha cominciato a prender corpo prima che cominciassero a circolare le voci del viaggio di Benedetto XVI. Naturalmente se gli esiti del seminario saranno positivi, non potranno che avere un riflesso positivo sul viaggio papale.

Oltre a questo seminario avete in progetto altre conferenze simili?
Sì, se il seminario si dimostrerà un’esperienza positiva è probabile che una qualche forma di collaborazione continuerà anche in futuro.

Dunque è un buon punto di partenza per costruire rapporti più cordiali.
Certamente, ma al momento non ci è possibile immaginare quale tipo di collaborazione possa essere messa in atto. Staremo a vedere quali saranno i risultati del seminario.

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