Terrasanta.net - Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia.
Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

A Gaza è tregua per qualche ora

07/01/2009  |  Milano
email whatsapp whatsapp facebook twitter versione stampabile
A Gaza è tregua per qualche ora

«All'una è effettivamente iniziato il cessate il fuoco che dovrebbe durare fino alle quattro di questo pomeriggio - ci racconta alle 13.30 Issa Maher, referente in Gaza della General Union of Cultural Centers -. In questo momento non stanno esplodendo bombe e c'è una situazione di calma... Ma il cessate il fuoco arriva dopo la giornata di ieri che è stata tragica per i bombardamenti, ed è culminata con il bombardamento alla scuola sotto l'egida dell'Onu. E poi, soprattutto abbiamo carenza di ogni genere di cose necessarie, cibo, acqua, elettricità, non abbiamo niente e abbiamo assoluto bisogno di aiuti immediati».


«All’una è effettivamente iniziato il cessate il fuoco che dovrebbe durare fino alle quattro di questo pomeriggio – ci racconta alle 13.30 Issa Maher, referente in Gaza della General Union of Cultural Centers -. In questo momento non stanno esplodendo bombe e c’è una situazione di calma… Ma il cessate il fuoco arriva dopo la giornata di ieri che è stata tragica per i bombardamenti, ed è culminata con il bombardamento alla scuola sotto l’egida dell’Onu. E poi, soprattutto abbiamo carenza di ogni genere di cose necessarie, cibo, acqua, elettricità, non abbiamo niente e abbiamo assoluto bisogno di aiuti immediati». Il breve stop ai combattimenti scattato questo pomeriggio dovrebbe ripetersi per tre ore anche in ognuno dei prossimi giorni.

«La situazione è davvero molto cattiva: questa mattina padre Manuell Musallam, il parroco, è uscito per andare a pregare nella casa di un cristiano che è stato ucciso nella notte. La sua casa è stata colpita da una bomba – racconta suor Davida, delle suore del Rosario di Gaza -. Non usciamo di casa e non capiamo precisamente cosa avviene fuori, ma sentiamo le bombe continuamente, una molto grossa è esplosa qua vicino solo alcuni minuti fa. Il problema più grave è la mancanza di elettricità: così non possiamo fare niente e non arriva l’acqua. E poi è drammatica anche la situazione dei feriti: molti sono feriti ma rimangono dove sono, non escono di casa per paura di essere colpiti in strada; oppure non riescono a raggiungere gli ospedali e non vengono curati. Per chi riesce a raggiungere gli ospedali, poi, la situazione è comunque gravissima perché i nosocomi sono pieni di gente, non c’è posto e i malati vengono ammassati per terra».

«Posso solo dire che le cose vanno di male in peggio – conferma suor Salima, della fraternità delle Piccole sorelle di Gesù -. Sono morti anche alcuni cristiani ma pochi, siamo un’esigua minoranza a Gaza. L’acqua e l’elettricità arrivano a intermittenza. Quando dal rubinetto sgorga un po’ d’acqua la mettiamo in contenitori per farne tesoro».

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

Vai alla pagina
dell'Ufficio pellegrinaggi
Newsletter

Ricevi i nostri aggiornamenti

Iscriviti
Finalmente libera!
Asia Naurīn Bibi, Anne-Isabelle Tollet

Finalmente libera!

I bambini non perdonano
Vanessa Niri

I bambini non perdonano

Che fine ha fatto l’infanzia al tempo del coronavirus?
Perché la politica non ha più bisogno dei cattolici
Fabio Pizzul

Perché la politica non ha più bisogno dei cattolici

La democrazia dopo il Covid-19