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In morte di Rami

08/10/2007  |  Milano
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In morte di Rami
Un momento dei funerali di Rami Ayyad.

Pesa la notizia della morte del cristiano battista Rami Ayyad, a Gaza, trovato cadavere dopo numerose minacce. Pesa perché è la tragica conferma del clima sempre più pesante per i tremila cristiani che vivono nella Striscia. E di quanto sia rischioso - in queste settimane in cui si parla molto della conferenza di pace del mese prossimo negli Usa - mettere tra parentesi la questione Gaza. Per questo è interessante oggi andare a leggere come ha dato la notizia dell'omicidio di Rami Ayyad il sito di al Jazeera.


Pesa la notizia della morte del cristiano battista Rami Ayyad, a Gaza, trovato cadavere dopo numerose minacce. Pesa perché è la tragica conferma del clima sempre più pesante per i tremila cristiani che vivono nella Striscia. E di quanto sia rischioso – in queste settimane in cui si parla molto della conferenza di pace del mese prossimo negli Usa – mettere tra parentesi la questione Gaza.

Per questo è interessante oggi andare a leggere come ha dato la notizia dell’omicidio di Rami Ayyad il sito di al Jazeera. Nella versione inglese l’articolo sul cristiano ucciso a Gaza campeggia tuttora sulla prima pagina della sezione Medio Oriente. Attribuendo – però – l’accaduto a gruppi sostanzialmente ignoti e isolati. E riportando le parole del leader di Hamas Ismail Haniyeh, secondo cui «non sarà permesso a nessuno di sabotare le relazioni tra cristiani e musulmani». Al Jazeera riprende dalle agenzie anche le parole della madre: «Rami ha redento Cristo con il suo sangue».

In tutte le versioni arabe della notizia si mette l’accento sul fatto che i rapporti tra cristiani e musulmani a Gaza erano sempre stati buoni. Ma chi ha seguito le notizie da Gaza – dal ritiro israeliano a oggi – sa che questo non è stato affatto un fulmine a ciel sereno. La libreria di Ayyad – ad esempio – era già stata bruciata in aprile. C’era stata la denuncia delle donne cristiane costrette a uscire di casa velate dopo le intimidazioni. È sotto gli occhi di tutti il fatto che il boicottaggio a Gaza non sta affatto dando i frutti sperati. E – nel caos attuale – c’è il rischio che Hamas stessa sia sorpassata a destra dai gruppi legati ad al Qaeda. Servono idee nuove per far uscire dall’impasse Gaza: forse un’apertura politica condizionata alla fine del lancio dei Qassam e al rispetto della libertà religiosa nella Striscia potrebbe essere una strada.

Clicca qui per leggere l’articolo sul sito di al Jazeera

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