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04/10/2007  |  Milano
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Torniamo sul tema dei bambini e dei loro diritti rilanciando un articolo uscito oggi su un quotidiano israeliano. Haaretz ci racconta che a un mese ormai dall'inizio dell'anno scolastico a Gerusalemme Est sedici bambini non hanno ancora una scuola dove andare. Ed è la stessa amministrazione pubblica israeliana a scriverlo nero su bianco. È il risultato delle gravissime carenze nell'edilizia scolastica nella parte araba. Dovute a una gestione molto particolare del territorio. Perché i nuovi quartieri ebraici di Gerusalemme Est hanno tutti le loro scuole; in quelli arabi mancano la bellezza di 1.300 aule.


Sulla Porta di Jaffa raccontavamo qualche giorno fa della polemica infinita riguardo alla morte del piccolo Mohammed al Durra. Ieri sulla vicenda è intervenuto Nathan Sharanski, sul Jerusalem Post, sostenendo la necessità di smascherare l’inganno. E puntuale oggi l’ha ripreso Fiamma Nirenstein sulla prima pagina del Giornale. Titolo: «Crolla il mito del bimbo martire dell’intifada». Come volevasi dimostrare: sette anni dopo si continua a tirare la morte di questo bambino di qua o di là.

Vale la pena, allora, di rilanciare un altro articolo che riguarda i bambini uscito oggi su un giornale israeliano. Ne vale la pena, perché siamo sicuri che di questo Fiamma Nirenstein non parlerà mai. Haaretz ci racconta, infatti, che a un mese ormai dall’inizio dell’anno scolastico a Gerusalemme Est sedici bambini non hanno ancora una scuola dove andare. Ed è la stessa amministrazione pubblica israeliana a scriverlo nero su bianco. È il risultato delle gravissime carenze nell’edilizia scolastica nella parte araba. Dovute a una gestione molto particolare del territorio. Perché i nuovi quartieri ebraici di Gerusalemme Est hanno tutti le loro scuole; in quelli arabi mancano la bellezza di 1.300 aule.

Nel 2001 – scrive Haaretz – c’era stato addirittura un decreto dell’Alta Corte di giustizia israeliana che aveva stabilito che dovevano assolutamente essere costruite almeno 245 aule per gli studenti arabi. A tutt’oggi ne sono state costruite meno di 100. Il diritto all’istruzione è il diritto fondamentale per ogni bambino. E all’interno di questo conflitto è da anni gravemente violato. Sarebbe ora di pensare meno alle battaglie mediatiche e di più ai bambini che pagano il prezzo di questo conflitto. A Sderot come a Gerusalemme Est.

Clicca qui per leggere l’articolo di Haaretz

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