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Israele parla parsi

16/07/2007  |  Milano
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Israele parla parsi
La homepage del sito in lingua parsi allestito dal ministero degli Esteri israeliano.

L'Iran del presidente Ahmadinejad è sempre più percepito in Israele come il vero nemico. E allora vale la pena di fermarci oggi su due notizie interessanti che riguardano le relazioni tra Gerusalemme e Teheran. La prima è il lancio, il 9 luglio scorso, di un sito internet in persiano da parte del ministero degli Esteri israeliano. Della seconda iniziativa ha dato notizia il quotidiano Haaretz: l'offerta di 10 mila dollari per ogni ebreo che dall'Iran voglia emigrare in Israele.


L’Iran del presidente Ahmadinejad è sempre più percepito in Israele come il vero nemico. E allora vale la pena di fermarci oggi su due notizie interessanti che riguardano le relazioni tra Gerusalemme e Teheran.

La prima è il lancio, il 9 luglio scorso, di un sito internet in persiano da parte del ministero degli Esteri israeliano. Un’iniziativa non certo estemporanea se è vero che hamdami.com («fratellanza» in lingua parsi) parte promettendo fin dall’inizio aggiornamenti quotidiani. Nel presentare il sito il ministro Tzipi Livni ha insistito sulla distinzione tra il popolo iraniano e il regime che lo guida. E ha ricordato Ciro il Grande, l’imperatore babilonese che mise fine all’esilio degli ebrei permettendo loro di ricostruire il Tempio. Ma più che alla storia Israele guarda con attenzione all’oggi: tre anni fa gli utenti di Internet iraniani erano meno di un milione, un anno fa erano diventati tre milioni, oggi sono stimati in undici milioni su una popolazione totale di 70 milioni di abitanti.

A loro cercherà di rivolgersi senza mediazioni il nuovo sito. Si spera con più successo rispetto a un’altra iniziativa di cui ha dato notizia il quotidiano Haaretz: l’offerta di 10 mila dollari per ogni ebreo che dall’Iran voglia emigrare in Israele lanciata da alcuni ebrei di origine iraniana. L’organizzazione che raduna i 20 mila ebrei tuttora presenti in Iran l’ha rispedita al mittente con un giudizio lapidario: «L’identità degli ebrei iraniani – è stato il commento – non è un bene in vendita».

Clicca qui per la notizia sul sito del ministero degli Esteri israeliano

Clicca qui per l’articolo di Haaretz

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