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Splendori a corte

11/04/2007  |  Parma
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Splendori a corte

Il 30 marzo s'è aperta a Parma una serie di iniziative dedicate all'incontro tra cultura islamica e cultura europea nel corso della storia. L'interessante rassegna, dal titolo Arts and Music from the Islamic World, è organizzata dall'Aga Khan Trust for Culture, dalla Fondazione Parma capitale della musica e dalla Sovrintendenza per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Parma e Piacenza.  La rassegna intende indagare, attraverso esposizioni, concerti e giornate di studio, gli scambi culturali intercorsi tra i Paesi musulmani e quelli europei dal Medioevo fino ai nostri giorni.


Dal 30 marzo scorso Parma è eletta scenario privilegiato di un incontro: quello tra cultura islamica e cultura europea.

La data, infatti, sancisce l’apertura di un’interessante rassegna dal titolo Arts and Music from the Islamic World, organizzata dall’Aga Khan Trust for Culture, dalla Fondazione Parma capitale della musica e dalla Sovrintendenza per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Parma e Piacenza.

La rassegna è dedicata al dialogo tra le due culture, e intende indagare, attraverso esposizioni, concerti e giornate di studio, gli scambi culturali intercorsi tra i Paesi musulmani e quelli europei dal Medioevo fino ai nostri giorni.

Fulcro attorno a cui ruotano i numerosi appuntamenti, è la mostra Splendori a corte. Arti del mondo islamico nelle collezioni del Museo Aga Khan, in corso fino al 3 giugno presso Palazzo della Pilotta, dove, per la durata dell’esposizione, dimorano 170 opere, le stesse che andranno poi a costituire il primo nucleo del futuro Museo Aga Khan che verrà aperto a Toronto, in Canada.

L’importanza dell’evento consiste innanzitutto nel creare l’occasione per entrare in contatto con culture diverse dalle nostre, ma che poi così tanto diverse e lontane non sono, come sottolinea la sovrintendente Lucia Fornari Schianchi: «Siamo così abituati ad esaltare lo splendore delle corti italiane ed europee, ad individuare i messaggi dell’umanesimo, i sistemi illustrativi degli artisti, le dinamiche di potere delle diverse dinastie, i rapporti fra società, arte e spiritualità che non ci sarà difficile cogliere i contenuti di questa mostra che sposta l’orizzonte verso oriente, sottoponendoci testi artistici di uguale bellezza».

E in secondo luogo, la rassegna permette di presentare o evidenziare delle connessioni, dei legami, degli influssi, che la circolazione del sapere ha inevitabilmente portato con sé, e che altrettanto inevitabilmente ha costituito una canale privilegiato di comunicazione. Afferma infatti l’Aga Khan (principe e insieme autorità religiosa per una corrente dell’islam sciita): «Il linguaggio dell’arte, soprattutto quando è ispirato dalla spiritualità, può essere uno strumento di comunicazione che trascende e supera le barriere. Questa mostra ha dunque un significato veramente speciale, in un’epoca che ha tanto bisogno di incontri illuminanti tra varie fedi e culture».

Articolata in due sezioni – la prima con volumi del Corano databili tra l’VIII e il XVIII secolo, mentre la seconda dedicata al «Potere del sovrano» dove vengono rievocate le grandi corti islamiche dalla dinastia dei Fatimidi d’Egitto, ai Qajar di Persia – la mostra propone oggetti che rendono testimonianza delle diverse espressioni artistiche: dai manoscritti, alle pagine miniate, alla pittura, alla ceramica, dalle suppellettili in legno e metallo, fino ad arrivare ai tessuti.

I concerti in calendario presso il Teatro Regio e l’auditorio di Palazzo della Pilotta, dimostrano invece che, anche la musica ricopre un ruolo fondamentale all’interno del programma, e sottolineano anche la nomina di Parma quale capitale della Musica.

Arts and Music from the islamic world è dunque un importante appuntamento che offre la possibilità di entrare in contatto o di approfondire la conoscenza di culture diverse da quella occidentale, permettendoci di allargare i nostri orizzonti conoscitivi.

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