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Un museo senza frontiere

09/05/2007  |  Milano
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Il Museum With No Frontiers (Mwnf) propone, tra l'altro, una collezione permanente di arte islamica che raccoglie, in maniera virtuale, opere e architetture da 14 Paesi del mondo senza spostarle dalle loro sedi. Il Mwnf è un'organizzazione no-profit fondata nel 1994 a Vienna da un'idea di Eva Schubert e ora ha sede a Bruxelles, in Belgio. Ve lo presentiamo in sintesi.


È possibile realizzare un’esposizione temporanea senza spostare nemmeno un’opera dalla collocazione di provenienza?

Nel Museum With No Frontiers (Mwnf) questo è possibile, come è possibile anche che esista una collezione permanente di arte islamica che raccoglie opere e architetture provenienti da 14 Paesi in tutto il mondo.

Andiamo per ordine, dando qualche coordinata storica a questo progetto.

Il Mwnf è un’organizzazione no-profit fondata nel 1994 a Vienna da un’idea di Eva Schubert, il cui scopo statutario è quello di presentare l’arte, e la cultura in generale, in una prospettiva locale; di promuovere la consapevolezza di un’unità come mosaico di diversità; e di percepire l’arte e l’architettura nel ruolo di ambasciatrici dei popoli e delle culture.

Negli anni, l’organizzazione si è spostata in diverse sedi, ma nel 2002 si è trasferita stabilmente a Bruxelles, luogo ritenuto il più neutrale per gestire programmi multilaterali.

La prima mostra è stata dedicata all’arte austriaca, poi ne sono state «allestite» altre e nel 2004 il Museo senza frontiere ha deciso di dedicarsi all’arte islamica, destinandole un museo, che si può visitare nel sito discoverislamicart.org. Partecipano al progetto 14 musei, dislocati in tutto il mondo e anche l’Italia ha dato il suo contributo. All’interno della collezione permanente sono infatti presenti numerosi oggetti che provengono dal prestigioso Museo nazionale di Arte orientale di Roma.

Un museo, per esser tale, deve anche perseguire dei fini scientifici, oltre alla conservazione e tutela dei beni, e un modo per raggiungere tale scopo è la realizzazione di esposizioni temporanee. E, data la serietà del progetto, questa è una delle attività principali in cui è coinvolto anche il Mwnf. Attualmente, infatti, sono presenti on line 18 esposizioni temporanee, una delle quali è intitolata «Donne».

Ogni esposizione presenta al suo interno una divisione per argomenti e, ad esempio nella mostra dedicata al mondo femminile, una sezione testimonia di donne influenti – si potrebbero definire «mecenati» – che hanno commissionato moschee o edifici pubblici, come l’eclettico complesso musulmano a Aksaray a Istanbul.

Non solo oggetti, quindi, sono materia di studio e di analisi in questo museo, che, essendo «senza frontiere» e dunque senza limitazioni fisiche di spazio, può occuparsi anche di architettura e fornire un quadro più completo all’approfondimento di un tema.

Il livello scientifico dell’intero progetto è molto elevato. Veramente si ha l’opportunità di apprendere moltissimo circa l’arte islamica, sia attraverso le schede delle singole opere sia tramite il paragone tra di loro, e anche attraverso i cataloghi che è possibile acquistare on line.

Non deve essere stato semplice creare una rete museale di questa portata, ma ora che l’opera è avviata, ne possiamo trarre tutti i vantaggi del caso. Anche perché, probabilmente, in futuro la conoscenza assumerà sempre più una dimensione virtuale.

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