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Perché La porta di Jaffa

01/03/2007  |  Milano
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Questo spazio prende il nome da una delle più celebri porte della città vecchia di Gerusalemme. Ogni porta che si rispetti è anche luogo di incontro. Il senso di questo crocevia virtuale è di provare a far passare attraverso questa porta alcune voci e opinioni che in Medio Oriente esistono ma non sentiamo mai perché, soprattutto in Italia, siamo vittima di un'informazione stereotipata. Cura questa sezione il giornalista Giorgio Bernardelli.Qui sono immediatamente disponibili per la lettura i contributi più recenti in ordine cronologico. Ai precedenti si accede, per temi, tramite la funzione Ricerca.


A dare il nome a questo spazio è una delle più celebri tra le porte della città vecchia di Gerusalemme. Quella che, forse, esprime meglio il carattere singolare di questo luogo unico al mondo.

Perché la Porta di Jaffa è la più vicina a Jaffa Road, alla King George Street e a Zion Square, il cuore della moderna metropoli ebraica. Ma è anche una delle porte preferite dai pellegrini cristiani che si recano alla basilica del Santo Sepolcro. E, altro volto ancora, da qui bastano letteralmente pochi passi per ritrovarsi nel cuore del suq arabo.

È la porta attraverso cui, durante le guerre, è passata buona parte dei conquistatori di Gerusalemme. Ma, come ogni porta che si rispetti, è anche un luogo che evoca un incontro.

Ecco, allora, il senso di questo crocevia virtuale: provare a far passare attraverso questa porta alcune voci che in Medio Oriente esistono ma non sentiamo mai. Perché, soprattutto in Italia, siamo vittima di un’informazione stereotipata sul conflitto israelo-palestinese.

La domanda di fondo è sempre: ha ragione Israele o i palestinesi? Con il risultato che tante idee coraggiose che appaiono sulla stampa di entrambe le parti, tante storie che aiuterebbero a capire perché risolvere questo conflitto è un’impresa oggettivamente difficile, tante esperienze fuori dal cliché degli opposti estremismi, sui nostri giornali non li leggiamo mai.

Ecco, allora, La porta di Jaffa: una volta alla settimana rilanceremo una voce secondo noi significativa tratta da un giornale, o sito web, del Medio Oriente.

* * *

Cura questa rassegna il giornalista Giorgio Bernardelli, da tempo osservatore attento delle vicende del Medio Oriente. Oltre a una lunga serie di articoli pubblicati sul suo quotidiano e sulle riviste delle Edizioni Terrasanta, al suo attivo Bernardelli ha anche due libri dedicati al conflitto israelo-palestinese: Gaza. Incatenati a un sogno (Edizioni Medusa, Milano, 2005), Oltre il muro. Storie, incontri e dialoghi tra israeliani e palestinesi (L’Ancora del Mediterraneo, 2005), Antisemitismo. Una categoria fuori controllo (San Paolo, 2007).

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