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Tempo di Purim

05/03/2007  |  Milano
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Tempo di<i> Purim</i>
Saltimbanchi a Gerusalemme durante la festa di Purim.

La festa ebraica di Purim viene frettolosamente presentata come una sorta di carnevale ebraico. In realtà ricorda la storia di Ester, l'ebrea sposa del re persiano Assuero che salvò il suo popolo da un eccidio. Nell'attuale contesto storico, la festa si presta a riferimenti all'Iran di Ahmadinejad.


Una delle caratteristiche che rendono allo stesso tempo affascinante e complesso l’Oriente è il suo atteggiamento nei confronti della storia: capita spesso che eventi di secoli si intreccino all’ultimo lancio di cronaca, come in una sorta di eterno presente. Un esempio interessante l’hanno offerto in questi giorni in Israele due articoli sulla festa di Purim, celebrata in queste ore. Purim viene spesso presentata come il «carnevale ebraico», per via dei costumi indossati dai bambini.

In realtà, però, si tratta di un paragone che calza davvero poco: ciò che viene ricordata è infatti la storia di Ester, donna ebrea sposa del re di Persia Assuero, che riuscì a salvare il suo popolo dall’eccidio pianificato da Haman, il consigliere del re, che vedeva negli ebrei un pericolo perché «le loro leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo». Dunque Purim celebra l’intervento dell’Altissimo che, attraverso Ester, ribalta le sorti (è Haman alla fine a essere ucciso), e sventa quella che per l’ebreo diventerà il paradigma di ogni minaccia antisemita.

Se questa è la storia, non sorprendono le letture in chiave attuale. Ecco allora Arutz Sheva, l’agenzia vicina al mondo dei coloni, titolare il suo articolo su Purim: «Gli ebrei celebrano l’uccisione degli anti-semiti iraniani». Nell’articolo non c’è una parola sull’attualità: si raccontano la vicenda del Libro di Ester, che si fa risalire al 356 a.C., e le celebrazioni liturgiche della festa. Basta, però, quel titolo a far correre immediatamente il pensiero del lettore alle minacce dell’attuale premier iraniano Ahmadinejad, che diventa così l’Haman di oggi.

Una lettura altrettanto attuale di Purim, anche se questa volta da sinistra e incentrata sulle questioni interne, è invece quella proposta sul quotidiano Yedioth Ahronoth dallo scrittore Meir Shalev. Che nel suo articolo, come spesso accade nei midrash, si concentra su un dettaglio del racconto: sul re Assuero che, sorprendentemente, dopo aver accolto il consiglio dei suoi ministri e ripudiato la prima moglie Vasti, per decidere di risposarsi con l’ebrea Ester non si consulta più con la corte, ma coi servi. «Lui non ha trasformato i suoi problemi in una questione di Stato – annota Shalev -. Chissà che non lo imparino anche i nostri politici».


Clicca qui per accedere all’articolo su Arutz Sheva.

Clicca qui per accedere all’articolo su Yedioth Ahronoth.

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