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Ugarit, città del primo alfabeto

Chiara Tamagno
29 gennaio 2007
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Ugarit, città del primo alfabeto
Gli scavi di Ugarit, in Siria.

È sulla costa settentrionale della Siria che gli studiosi trovarono le prime tavolette con le incisioni dei caratteri cuneiformi consonantici (nella foto), dai quali derivano le lettere del nostro alfabeto. A Ugarit nei primi decenni del Novecento fu rinvenuto un numero impressionante di tavolette che attestano l'uso di questa forma di scrittura già a partire dal II millennio a.C. Con Ebla e Mari, è uno dei siti archeologici più importanti della Siria, ma non è organizzato per attirare i visitatori. Bisogna addentrarsi con la curiosità e il rispetto di chi ama scovare le tracce dimesse di un glorioso passato.


È sulla costa settentrionale della Siria che gli studiosi trovarono le prime tavolette con le incisioni dei caratteri cuneiformi consonantici (nella foto), dai quali derivano le lettere del nostro alfabeto.

A Ugarit nei primi decenni del Novecento fu rinvenuto un numero impressionante di tavolette che attestano l’uso di questa forma di scrittura già a partire dal II millennio a.C. Tra i reperti più interessanti, la stele con i 30 segni consonantici che rivoluzionarono il sistema della scrittura, oggi conservata al museo di Damasco.

Furono probabilmente i mercanti di Ugarit a sentire l’esigenza e l’urgenza di una scrittura rapida per redigere contratti, descrivere le merci, scrivere lettere d’intesa dirette agli empori d’Oriente… Ma anche alla corte di questa piccola città-stato l’attività amministrativa e diplomatica era particolarmente intensa: negli archivi del palazzo reale sono emerse tracce di lettere, elenchi di funzionari, formule rituali, dispacci… tutti in scrittura alfabetica consonantica. Ugarit è l’origine del nostro sistema di comunicazione.

L’antica città oggi ha il nome di Ras al-Shamra (che significa «Capo del finocchio selvatico»), ci si arriva dopo una quindicina di chilometri a nord di Latakia. Un sito che non colpisce a prima vista, dove i resti dell’antico splendore, erosi dal sale portato dai venti del mare, non godono di un buono stato di conservazione.

È utile farsi accompagnare da una guida locale per inoltrarsi tra le rovine delle antiche mura, del mitico palazzo reale, che con le residenze ad esso collegate copre un’area di circa 7 mila metri quadrati… Tra i cespugli secchi, sbucano i resti dell’antica necropoli e, sull’Acropoli, quel che resta del Tempio di Dagon e del Tempio di Bahal, il terribile avversario di Jahwè che qui era molto venerato. Ugarit fu uno scrigno di tesori, soprattutto se si pensa a quanti oggetti furono rinvenuti e che oggi sono esposti nei principali musei della Siria: arredi in ceramica, oro, pietre preziose, intarsi in avorio, vasellame e gioielli di raffinato cesello… giare, presse e attrezzi per la produzione dell’olio… Ma per gli studiosi la ricchezza maggiore è rappresentata dalle centinaia di tavolette cuneiformi che raccontano la storia, la religione, l’economia del regno di Ugarit e dei grandi regni con cui esso aveva fitte relazioni, come quello d’Egitto e l’impero hittita.

Con Ebla e Mari, è uno dei siti archeologici più importanti della Siria, ma non è organizzato per attirare i visitatori. Bisogna addentrarsi con la curiosità e il rispetto di chi ama scovare le tracce dimesse di un glorioso passato.

(Eccovi un sito, in lingua francese, per saperne di più)

 

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