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Macchiniste donne sui treni tra La Mecca e Medina

Laura Silvia Battaglia
22 febbraio 2022
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Per la prima volta in Arabia Saudita le ferrovie assumeranno 30 donne come macchiniste. Le candidature pervenute sono state 28mila. È un altro dei cambiamenti introdotti dalle riforme volute dal principe ereditario Mohammed bin Salman.


Fino a non molto tempo fa non potevano guidare l’auto. Oggi continuano a non inforcare una moto o una bicicletta. Tra poco, però, potranno diventare macchiniste e capotreno. La novità in Arabia Saudita è epocale. L’Ente per le ferrovie saudite nel dicembre scorso ha lanciato un bando riservato alle donne per 30 posti di macchinista e la risposta è stata eccezionale: le domande pervenute sono state 28mila. Si tenga conto che per prima volta nel Paese vengono aperte assunzioni femminili nel settore dei trasporti.

Le macchiniste che verranno assunte dopo una prima selezione dovranno seguire un anno di addestramento e poi saranno impiegate sulla linea ad alta velocità tra La Mecca e Medina lunga 450 chilometri. La rivoluzione ad alta velocità è frutto della serie di riforme previste dal piano dell’erede al trono Mohammed bin Salman, già ufficializzate nel documento Vision 2030. Queste riforme prevedono un cambiamento strutturale dell’economia, con l’obiettivo di diversificarla dalla sua dipendenza dal petrolio, con tutta una serie di privatizzazioni e aperture sulle questioni sociali, compresa una pianificazione consistente del ruolo delle donne nello spazio pubblico.

Sul piano della forza lavoro, per decenni, l’Arabia Saudita ha avuto uno dei tassi di partecipazione femminile più bassi al mondo. Ma negli ultimi anni il governo ha compiuto un certo numero di sforzi e riforme sociali, compresa la fine del divieto alle donne di guidare e l’allentamento delle leggi sulla tutela maschile per consentire alle donne di viaggiare liberamente anche se non accompagnate da un congiunto maschio.

A seguito di questi cambiamenti, la partecipazione delle donne alla forza lavoro è quasi raddoppiata negli ultimi cinque anni, attestandosi al 33 per cento, e nella prima metà dello scorso anno sono entrate nel mondo del lavoro più donne che uomini. Tuttavia, secondo uno studio pubblicato lo scorso anno dal gruppo di esperti statunitense Brookings Institute, gli uomini detengono ancora la maggior parte dei posti di lavoro, in particolare nel settore pubblico.

È quindi probabile che la campagna di reclutamento della compagnia ferroviaria spagnola Renfe, alla quale il regno dei Saud ha appaltato la gestione della linea alta velocità tra le due città sante, soddisfi solo una piccola parte delle donne che desiderano lavorare nel settore pubblico. La società, infatti, ha affermato che il processo di assunzione, che implica una valutazione online del background formativo e delle competenze di lingua inglese, ha già ridotto il numero delle candidate di circa la metà.

Nonostante le grandi riforme sociali, le donne saudite devono ancora ottenere l’approvazione di un tutore maschio per sposarsi, lasciare la prigione nel caso siano state detenute o ottenere assistenza sanitaria. Le associazioni impegnate nelle politiche di genere globali e nella difesa dei diritti continuano a segnalare discriminazioni sulle donne in relazione al matrimonio, alla famiglia, al divorzio e alle decisioni relative alla crescita e all’affido dei bambini.

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