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Venerdì Santo 2021, torna la Colletta pro Terra Santa

Terrasanta.net
11 marzo 2021
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Il 2 aprile prossimo, in concomitanza con il Venerdì Santo, viene riproposta ai cattolici l'annuale Colletta per la Terra Santa. Lo ricorda oggi, dal Vaticano, il cardinale Leonardo Sandri. Un appello alla solidarietà con i cristiani del Medio Oriente tanto più decisivo in questa stagione di pandemia.


(g.c.) – «Ogni Settimana Santa ci facciamo idealmente pellegrini a Gerusalemme e contempliamo il mistero del nostro Signore Gesù Cristo Morto e Risorto».

Esordisce con queste parole il consueto messaggio del cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ai vescovi di tutto il mondo, in occasione della Colletta del Venerdì Santo che quest’anno cade il 2 aprile. Un messaggio destinato idealmente a tutte le parrocchie, ai religiosi e ai fedeli, per richiamare l’importanza del sostegno alla Chiesa madre di Gerusalemme.

Richiamando il magistero di papa Francesco per affermare un «nuovo modello di fraternità che deriva dall’opera di riconciliazione e di pacificazione operata dal Crocifisso tra tutte le genti, come San Paolo scrive nella lettera agli Efesini», il cardinale prefetto cita la recente enciclica Fratelli tutti. «Con questo testo – scrive Sandri – il Papa, a partire dalla testimonianza profetica proposta da san Francesco d’Assisi, ci vuole aiutare a leggere alla luce del principio di fraternità tutte le nostre relazioni e gli ambiti della nostra vita: religiosi, economici, ecologici, politici, comunicativi. Il fondamento del nostro essere tutti fratelli e sorelle è proprio sul Calvario, il luogo nel quale, attraverso il massimo dono di amore, il Signore Gesù ha interrotto la spirale dell’inimicizia, ha spezzato il circolo vizioso dell’odio e ha aperto per ogni uomo e ogni donna la via della riconciliazione con il Padre, tra ogni persona, con la realtà stessa del creato».

Una stagione difficile

Gerusalemme e la Terra Santa stanno vivendo un momento di grave difficoltà. Nella relazione che la Custodia di Terra Santa – prima destinataria dei fondi raccolti con la colletta – invia ogni anno alla Congregazione per le Chiese Orientali (per ricapitolare i propri principali campi d’intervento a livello pastorale e caritativo) si mette in evidenza come «il Covid-19 stia affliggendo fasce sempre più ampie della popolazione, con gravi ripercussioni sui sistemi sanitari, economici e anche sulla società e sulla vita della Chiesa».

Il cardinale Sandri rimarca nel suo messaggio la drammatica situazione dei Luoghi Santi: «Le strade deserte intorno al Santo Sepolcro e nella Gerusalemme Vecchia hanno fatto eco alla Piazza San Pietro deserta e bagnata dalla pioggia, attraversata dal Santo Padre Francesco il 27 marzo 2020, in cammino verso il Crocefisso: dinanzi ad esso il mondo intero si è come messo in ginocchio, supplicando la fine della pandemia, e facendo sentire tutti accomunati dallo stesso mistero di dolore».

La nostalgia dei pellegrini

Gerusalemme città sospesa, quasi schiacciata dal silenzio lasciato dalla mancanza dei pellegrini: «Nel 2020 – prosegue Sandri – i cristiani di quelle terre hanno sofferto un isolamento che li ha fatti sentire ancora più lontani, tagliati fuori dal contatto vitale con i fratelli provenienti dai vari Paesi del mondo. Hanno patito la perdita del lavoro, dovuta all’assenza di pellegrini, e la conseguente difficoltà a vivere dignitosamente e a provvedere alle proprie famiglie e ai propri figli. In molti Paesi il persistere della guerra e delle sanzioni hanno aggravato gli effetti stessi della pandemia. Inoltre è venuto meno anche parte dell’aiuto economico che la colletta pro Terra Sancta, ogni anno garantiva, a motivo delle difficoltà di poterla svolgere in molti Paesi nel 2020».

Ecco perché in questo 2021 è ancora più urgente tendere la mano, aprirsi – come il Buon Samaritano – ad «una carità attiva, intraprendente e solidale».

Non guardare altrove

Quindi l’appello finale: «La colletta pro Terra Sancta 2021 sia per tutti l’occasione per non girare lo sguardo, per non passare oltre, per non ignorare le situazioni di bisogno e di difficoltà dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che vivono nei Luoghi Santi. Se verrà meno questo piccolo gesto di solidarietà e di condivisione (san Paolo e san Francesco d’Assisi lo chiamerebbero di “restituzione”) sarà ancora più difficile per tanti cristiani di quelle terre resistere alla tentazione di lasciare il proprio paese, sarà faticoso sostenere le parrocchie nella loro missione pastorale, e continuare l’opera educativa attraverso le scuole cristiane e l’impegno sociale a favore dei poveri e dei sofferenti. Le sofferenze dei tanti sfollati e rifugiati che hanno dovuto lasciare le loro case a causa della guerra necessitano di una mano tesa ed amica per versare sulle loro ferite il balsamo della consolazione. Non si può infine rinunciare a prendersi cura dei Luoghi Santi che sono la testimonianza concreta del mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio e dell’offerta della sua vita fatta per amore nostro e per la nostra salvezza».

>>> Per saperne di più vai al sito sulla Colletta per la Terra Santa

Con la Colletta del 2020 la Congregazione per le Chiese Orientali ha ricevuto e gestito poco meno di 10 milioni di dollari, che sono stati destinati alla formazione di seminaristi e sacerdoti, alle scuole e a opere caritative delle Chiese cattoliche dei vari riti presenti in Israele, Palestina Giordania, Iraq, Libano, Turchia, Siria, Iran, Egitto, Etiopia ed Eritrea. L’anno scorso la Colletta era stata sospesa nella sua data tradizionale del Venerdì Santo e si è tenuta il 12 settembre. Ma a causa della crisi economia e della pandemia globale, la raccolta ha registrato un significativo calo.

Dal dicastero vaticano giunge un ulteriore invito a non voltarsi dall’altra parte: «Ogni piccola offerta dei fedeli di tutto il mondo ha come destinazione il supporto di una famiglia in difficoltà, un bambino in cerca del suo futuro, l’assistenza ai rifugiati e sfollati, la formazione dei sacerdoti e religiosi, e soprattutto la conservazione dei luoghi Santi. La generosità dei fedeli cattolici, espressa dalla colletta, verso i loro fratelli e sorelle del Medio Oriente può risolvere tanti problemi, ma la preghiera e il sostegno morale sono ancora più necessarie. Vi chiedo pertanto di ricordare i vostri fratelli e sorelle nella fede che vivono nella Terra di Gesù».

Clicca qui per la versione integrale del messaggio del cardinale Sandri

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Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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