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Masada oltre il mito

Matteo Crimella
24 febbraio 2021
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Masada oltre il mito
La roccaforte erodiana di Masada. Sullo sfondo il Mar Morto. (foto Shutterstock.com)

Con il suo recente volume, Samuele Rocca propone un rigoroso studio storico su Masada. Le fonti letterarie sono messe a confronto con i dati dell'archeologia per ricordarci che sul tema abbiamo ancora più domande che risposte.


Prima della pandemia in corso, ogni anno più di 700mila persone visitavano la fortezza di Masada, uno dei siti più straordinari in terra d’Israele. Uno studioso italo-israeliano, Samuele Rocca, grande esperto di Erode e autore di apprezzati saggi scientifici sul periodo del Secondo Tempio, ha scritto un godibile e fresco volume proprio sulla vicenda di quella rocca imprendibile, scenario di una delle pagine più tragiche della storia del popolo d’Israele.

L’opera Mai più Masada cadrà Storia e mito della fortezza di Erode si compone di cinque capitoli. Anzitutto è descritto lo spazio: un altipiano naturale che si erge sul lato occidentale del Mar Morto, accessibile unicamente tramite un irto camminamento detto «il sentiero del serpente» (oggi, però, anche tramite una comoda funivia). Rocca poi ricostruisce le origini della fortezza ai tempi dei Maccabei e degli Asmonei. Largo spazio è dedicato ad Erode, colui che trasformò quel severo spazio, edificando un magnifico palazzo dotato dei comfort più raffinati in pieno deserto. Tuttavia il piatto forte del volume non poteva che essere la narrazione della tragedia consumatasi nel 73 d.C.: l’assedio dei romani, la resistenza degli ebrei, la costruzione dell’enorme rampa di accesso e quindi la morte degli assediati. A coronamento, Rocca dedica un capitolo al mito di Masada, alla sua importanza per il sionismo e per lo Stato d’Israele, fino a Hollywood e al turismo di massa.

Il volume si presenta come un rigoroso studio storico, capace di valorizzare le fonti a nostra disposizione (La guerra giudaica di Flavio Giuseppe e la cronaca dello scrittore medievale Josippon) mettendole a confronto con i dati che emergono dagli scavi archeologici, in particolare quelli condotti fra il 1964 e il 1965 da Yigael Yadin. A nostro avviso la forza dello studio di Rocca sta proprio nella sua impostazione critica: le fonti sono discusse e i dati archeologici sono vagliati. Il risultato spesso sono domande aperte, in quanto non poche questioni appaiono fino ad oggi insolubili e dunque passibili di differenti interpretazioni.

Basti un accenno al fatto più sconcertante narrato da Flavio Giuseppe. Secondo lo storico nella fortezza v’erano ben 960 persone (uomini, donne e bambini): onde evitare di sottomettersi ai romani tutti si sarebbero lasciati uccidere da un gruppo di uomini tirati a sorte per il macabro compito; poi gli esecutori si sarebbero suicidati a loro volta; restarono in vita solo tre donne e alcuni bambini che raccontarono l’accaduto. Tuttavia il dato letterario non è supportato dall’archeologia, in quanto sono stati ritrovati unicamente 27 scheletri all’interno di una grotta. È certo possibile che molti morti siano stati gettati dalla rupe, quindi divorati dagli sciacalli. Ma la domanda rimane: che cosa è successo a Masada? Rocca formula tre ipotesi: che tutti i difensori abbiano deciso di togliersi la vita; che alcuni si siano scontrati coi romani trovando una morte eroica; ma è pure possibile che i soldati, presa la fortezza, massacrarono i difensori. Flavio Giuseppe costruì il mito dell’eroica resistenza e della tragica fine a scopi patriottici, ma i dati provenienti dall’archeologia conducono su altre piste.

Su queste note si chiude il quarto capitolo, dedicato alla caduta di Masada. A riprova che quanto sappiamo da documenti e monumenti ci pone più domande che risposte. Così si ricostruisce la storia criticamente, rifuggendo dalla tentazione di raccontare, per l’ennesima volta, dei miti.


Samuele Rocca
Mai più Masada cadrà
Storia e mito della fortezza di Erode

ed. Salerno, 2021
pp. 260 – 20,00 euro

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