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Dal sottosuolo di Sion reperti dell’assedio babilonese

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21 agosto 2019
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Dal sottosuolo di Sion reperti dell’assedio babilonese
Un'immagine di repertorio dell'area degli scavi affidati all'Università della Carolina del Nord - Charlotte, nei pressi della porta di Sion a Gerusalemme. (foto UNC Charlotte)

Gli scavi archeologici a ridosso delle mura di Gerusalemme, condotti da un gruppo di archeologi statunitensi, offrono nuove evidenze dell'assedio babilonese alla città, quasi sei secoli prima di Cristo.


(n.d.g.) – Nuova importante scoperta archeologica a Gerusalemme. Un gruppo di ricercatori dell’Università della Carolina del Nord – sede di Charlotte (Stati Uniti), che stanno facendo degli scavi nella zona del Monte Sion (poche decine più a est dell’omonima porta), hanno trovato tracce che confermano chiaramente la conquista babilonese di Gerusalemme nel 586/587 avanti Cristo. La scoperta è stata annunciata con un comunicato reso pubblico in questo mese di agosto attraverso EurekAlert, un servizio on line dedicato alle novità in campo scientifico.

In base a quanto si legge nel comunicato, gli archeologi avrebbero trovato tracce di ceneri, risalenti a quel periodo, come pure punte di frecce, frammenti di vasi dell’età del ferro, lampade e persino un gioiello, forse un orecchino. Gli scavi sono parte di un progetto congiunto tra Israele e Stati Uniti e vi partecipano diversi professori americani come anche ricercatori ed esperti del settore provenienti dall’università di Haifa e di altri importanti istituti israeliani.

Le operazioni di scavo, molto complesse, vanno avanti da oltre un decennio in un’area a ridosso delle mura della città vecchia di Gerusalemme e ha permesso di portare alla luce numerosi reperti, estremamente significativi, relativi ai periodi storici della città antica (quando le attuali mura, fatte costruire nel Sedicesimo secolo da Solimano il Magnifico, non esistevano ancora). Nel luglio scorso era anche stato annunciato il ritrovamento di prove riguardanti il sacco della città santa durante la prima crociata (1096-1099).

La recente scoperta relativa al periodo babilonese, si legge sempre nel comunicato, è considerata forse la più importante, in quanto la conquista babilonese di Gerusalemme rappresenta un punto focale nella storia ebraica. Non a caso il comunicato è stato pubblicato nel giorno di Tisha B’Av, nel quale si commemora la distruzione del tempio di Gerusalemme, avvenuta due volte, la prima proprio ad opera dei babilonesi nel 586 avanti Cristo. Gli esperti ritengono che i ritrovamenti siano da ricondurre senza dubbio a quel periodo specifico della conquista babilonese perché si tratta di materiali e manufatti tipici dell’epoca. Gli scavi, ad ogni modo non sono terminati, e restano molte aree e livelli ancora da esplorare. Secondo il comunicato ci sarebbero ancora due metri almeno di strutture risalenti al periodo bizantino e romano che devono essere scavati. Ciò potrebbe avvenire, dicono gli archeologi dell’ateneo statunitense, entro il 2020.

Clicca qui per un video (in inglese) sugli scavi affidati all’Università della Carolina del Nord – Charlotte.

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