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Ora non c’è che una sola Nazaret in Israele

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2 luglio 2019
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Ora non c’è che una sola Nazaret in Israele
Una veduta aerea di Nof HaGalil. (foto Assaf Sagi / Wikimedia Commons)

Nazaret Illit (in Galilea) ha deciso di cambiare nome. La municipalità sorta nel 1957 alle porte di Nazaret ha approvato pochi giorni fa l'adozione di un nuovo toponimo: si chiamerà Nof HaGalil.


(c.l./g.s.) – «Perla di Galilea» o «Fiore di Galilea» oppure ancora «Tel Jezréel»? No, il nuovo nome ebraico di Nazaret Illit (Nazaret Alta) sarà Nof HaGalil, ossia «Vista della Galilea».

Il mutamento di toponimo era una delle priorità del neo-sindaco Ronen Plot, eletto lo scorso novembre. In campagna elettorale dichiarò che era ormai giunto «il momento di dare a Nazaret Illit un’identità indipendente e porre fine alla confusione ricorrente» tra la sua città e Nazaret. Quest’ultima è, secondo la narrazione cristiana, il luogo della casa d’infanzia di Gesù e il punto geografico in cui il farsi uomo del Figlio di Dio fu annunciato dall’arcangelo Gabriele alla vergine prescelta per essere sua madre, la giovane ebrea Maria.

Sei mesi fa, la municipalità di Nazaret Illit ottenne il via libera del governo israeliano per il cambiamento del nome. Il sindaco ha così potuto istituire una commissione pubblica presieduta dal direttore generale dei servizi municipali e composta da 21 membri, in rappresentanza di tutte le comunità, età e religioni presenti in città. Gli abitanti della città hanno presentato alla commissione i propri suggerimenti. In totale, ne sono pervenuti 200. Alla fine, da una rosa di cinque toponimi, è stato scelto quello di Nof HaGalil che il 18 giugno scorso è stato sottoposto a referendum. Quasi l’80 per cento dei residenti ha approvato il cambiamento. I risultati sono stati ufficializzati il 21 giugno. In novembre la portavoce del Comune aveva annunciato che si sarà un periodo di transizione della durata di tre o quattro anni, durante i quali il nuovo nome della città resterà associato al vecchio, prima di soppiantarlo definitivamente. Presto quindi ci sarà una sola Nazaret in Israele.

Non proprio gemelle

Va detto che, a parte il nome e la prossimità geografica in Galilea (solo 3 chilometri le separano), Nazaret e Nazaret Illit non hanno molto in comune.

Nazaret, la più grande città araba in Israele, ha 75 mila abitanti, per lo più musulmani e cristiani. Attrae centinaia di migliaia di pellegrini cristiani ogni anno. Secondo Orna Buhbut, portavoce del comune di Nof HaGalil, anche il sindaco di Nazaret, Ali Salem, è favorevole al cambio di nome: «Nazaret è un marchio a livello planetario da migliaia di anni».

Nazareth Illit (ormai Nof HaGalil) divenne ufficialmente “città” nel 1974 e non ha nulla a che fare con i vicini più a valle. Fondata nel 1957 dall’allora primo ministro David Ben Gurion, per sviluppare l’insediamento ebraico in Galilea, prese il nome di Kiryat Nazaret, per cambiarlo ufficialmente nel 1958 in Nazaret Illit. Il toponimo doveva essere una soluzione temporanea. Ma il nome provvisorio è diventato permanente… Orna Buhbut osserva che «nei 62 anni di storia della città, ogni sindaco aveva provato, senza successo, a cambiarlo».

Oggi i suoi abitanti sono oltre 50 mila, di cui la maggior parte di origine russa e un quarto d’origine araba. Nel suo territorio ha sede una fabbrica di cioccolato che dà lavoro a più di 600 persone.

La città sovrasta la città biblica di Nazaret e si affaccia sulla valle di Jezreel, verso la quale scende la Foresta Churchill, che offre bellissimi punti di osservazione sul panorama sottostante. Il suo nuovo nome mette in evidenza la posizione geografica e la veduta panoramica sul cuore della Galilea. Un’identità decisamente legata alla natura.

Coloro che non volevano il cambio di nome accusano il sindaco di aver cavalcato l’onda “verde” dell’ecologia. Addebito che lui respinge dicendosi deciso sostenitore del progetto di creare un nuovo aeroporto nella valle dominata da Nof HaGalil…

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