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Le basi ideologiche del genocidio armeno

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24 Aprile 2019
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Le basi ideologiche del genocidio armeno

Nella Giornata dedicata alla commemorazione del genocidio armeno, che convenzionalmente si fa iniziare nel 1915, segnaliamo questo libro, che indaga le radici filosofiche di quella tragedia.


(g.s.) – La filosofia moderna ha tradito la Storia e ha le mani sporche di sangue: in tragedie come il genocidio armeno giocò un ruolo non secondario.

La filosofa e docente universitaria statunitense Siobhan Nash-Marshall – dall’impeccabile italiano pronunciato con dolce cadenza veneta – con questo libro vuole portare l’analisi di quanto avvenne in Turchia a cavallo tra il Diciannovesimo e il Ventesimo secolo a danno degli armeni (ma non solo) su un piano più profondo, esaminandone le premesse ideologiche. Che la studiosa imputa alla svolta impressa da Cartesio al pensiero europeo.

«La fascinazione per l’approccio di Cartesio – sostiene la Nash Marshall – fu fatale per gli sviluppi del pensiero occidentale. E fu devastante per il mondo. Condusse il mondo occidentale a pensare che unicamente i propri pronunciamenti razionali avessero valore». È su questa convinzione, osserva l’autrice, che si sarebbe poi fondata la Rivoluzione francese, e molto altro nei secoli successivi. «Se si è convinti che un’idea possa giustificare l’uccisione di un re, della sua corte e di coloro che lo difendono e che la morte di una categoria di persone sia una condizione necessaria per rendere il mondo conforme a un’idea razionale, allora non si può non giustificare il genocidio».

I Giovani turchi volevano una patria, un vantan, una terra dei turchi e per i turchi. In questa prospettiva le minoranze che in quella terra dovevano andavano tolte di mezzo. «Gli armeni – dice l’autrice del libro – non furono le prime vittime dei progetti demiurgici della filosofia moderna. Furono, comunque, le vittime attraverso cui tali progetti demiurgici vennero radicalizzati, divenendo la cruda espressione di volontà prive di un qualsiasi ancoraggio a ideali veramente razionali. Il Genocidio armeno, che è in atto da più di un secolo, segna il momento in cui il mondo interò acconsentì, e ancora oggi acconsente, a sacrificare un intero popolo e la sua cultura a un anti-ideale: il desiderio di potere di un gruppo radicale».

Per Siobhan Nash-Marshall il genocidio armeno si perpetua ancor oggi nel pervicace negazionismo turco.


Siobhan Nash-Marshall
I peccati dei padri
Negazionismo turco e genocidio armeno

Guerini e Associati, Milano 2018
pp. 280 – 18,50 euro

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