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Una casa dei neocatecumenali sul Monte degli Ulivi

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22 marzo 2019
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Una casa dei neocatecumenali sul Monte degli Ulivi
Sullo sfondo uno scorcio del Monte degli Ulivi visto dalla città vecchia di Gerusalemme. (foto J. Kraj)

Da qualche giorno il Cammino Neocatecumenale dispone di un terreno sul Monte degli Ulivi, a Gerusalemme, dove potrà costruire un centro di formazione. Il lotto acquisito in un'asta a Milano...


(c.l.) – Per il Cammino Neocatecumenale s’avvera un sogno. Il movimento missionario, riconosciuto da san Giovanni Paolo II come «itinerario di formazione cattolica» basato sulla Parola di Dio, la liturgia e l’esperienza comunitaria, potrà disporre di un appezzamento di terra di oltre mezzo ettaro sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme. Il terreno, riferisce l’agenzia spagnola Efe, domina la valle di Giosafat.

Efe spiega che il terreno è stato acquistato da un intermediario, padre Manuel Anselmo Díaz Ortiz, parroco della parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe, a Panama. Il sacerdote è anche presidente dell’organizzazione Domus Jerusalem. Fonti del Cammino Neocatecumenale hanno spiegato ad Efe che la sede della fondazione Domus Jerusalem si trova a Panama, perché l’idea di crearla è nata proprio lì.

L’organizzazione «ha donato» la terra al Cammino Neocatecumenale, che non dispone di fondi propri. La notizia era già stata evocata a fine settembre 2018 dallo stesso Kiko Argüello, co-fondatore del Cammino neocatecumenale, e riportata il 6 ottobre dal blog spagnolo Kairos terzo millennio ove si spiega che la comunità potrà disporre di un terreno sul Monte degli Ulivi «grazie alla donazione di un fratello», perché il Cammino in quanto tale «non ha soldi per comprare nulla».

L’acquisto risale al 31 luglio 2018, ma la transazione è stata perfezionata solo nei giorni scorsi, tenuto conto dei dettagli tecnici da mettere a punto e dei necessari atti notarili. Il prezzo d’acquisto? Oltre 5 milioni di euro, come ha riferito il 18 marzo il quotidiano Il Sole 24 Ore in un articolo a firma di Carlo Marrone. Il lotto di terra faceva parte dei beni in liquidazione della Fondazione Monte Tabor di don Luigi Verzé (1920-2011), il creatore dell’Ospedale San Raffaele, e la compravendita è avvenuta tramite asta a Milano.

Nell’asta – originariamente aperta a 42 organizzazioni cristiane – la Domus Jerusalem alla fine si è misurata con altri due potenziali acquirenti: la Chiesa ortodossa eritrea e il patriarcato copto-ortodosso.

La Domus Galilaeae come modello

Con l’acquisizione del terreno il progetto denominato Domus Jerusalem, Inc. (che ha lo stesso nome della fondazione panamense), supportato dalla comunità del Cammino Neocatecumenale, può prendere quota. La Domus Jerusalem, Inc. è stata fondata nel 2011 per edificare nella Città Santa «una casa di ritiro per pellegrini, una biblioteca e una cappella».

La Domus Jerusalem si porrà in continuità con la missione della Domus Galilaeae (inaugurata sul Monte delle Beatitudini nel 2000) «per aiutare i cristiani a comprendere le radici [ebraiche] della loro fede» ed essere «un luogo dove cristiani ed ebrei, pellegrini, seminaristi e sacerdoti avranno tutti un contatto diretto con la tradizione vivente di Gerusalemme», continua il sito ufficiale del progetto.

Secondo il sito web del progetto, l’investimento necessario per costruire la Domus Jerusalem è stimato in 35 milioni di dollari. L’autore del progetto architettonico, che è lo stesso Kiko Arguëllo, intende trarre ispirazione dal modello della Domus Galilaeae. Questo centro internazionale dall’architettura futuristica sorge sulle colline che fanno da cornice settentrionale al Lago di Tiberiade. Con i molti rimandi simbolici della sua struttura ha cominciato ad emergere dal nulla nel 1999, per diventare un centro di formazione, di conferenze, di studio e di ritiri spirituali. Il centro arriva ad ospitare oltre 20 mila pellegrini ogni anno. Visitandolo nel 2000, durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa, san Giovanni Paolo II espresse l’auspico che la Domus Galilaeae potesse diventare un luogo di dialogo interreligioso.

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