Terrasanta.net | Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia
Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Edificare la Chiesa di Terra Santa è anche affar nostro

Terrasanta.net
27 Marzo 2018
email whatsapp whatsapp facebook twitter versione stampabile
Edificare la Chiesa di Terra Santa è anche affar nostro
Il cardinale Leonardo Sandri raccomanda la Colletta pro Terra Sancta 2018.

Tra non molto sarà Venerdì Santo, giorno in cui ai cattolici si propone la Colletta pro Terra Sancta. L'appello del cardinale Leonardo Sandri a tutti i vescovi interpella anche noi.


(g.s.) – Quasi 6 milioni di euro sono stati convogliati nel 2017 in Terra Santa e Medio Oriente dalle comunità cattoliche di tutto il mondo con la Colletta pro Terra Sancta, tradizionalmente proposta il Venerdì Santo (che quest’anno ricorre il 30 marzo).

Il dato si desume dal materiale che accompagna la lettera indirizzata nei giorni scorsi dal cardinal Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, a tutti i vescovi cattolici.

«Anche quest’anno – scrive il porporato – la tradizionale Collecta pro Terra Sancta del Venerdì Santo, è per i fedeli un’occasione propizia per essere uno con i nostri fratelli della Terra Santa e del Medio Oriente da dove, purtroppo, il grido di migliaia di persone che sono prive di tutto, talvolta persino della propria dignità di uomini, continua a giungerci, spezzando i nostri cuori, e invitandoci ad abbracciarli con carità cristiana, fonte sicura di speranza».

La comunità cattolica di Terra Santa – annota Sandri – ha variegati volti: quello latino della diocesi patriarcale di Gerusalemme e della Custodia francescana, e quello delle comunità di rito orientale: greco-melchita, copta, maronita, sira, caldea, armena, con le famiglie religiose e gli organismi di ogni genere. Osserva il cardinale: «Nonostante le sfide e insicurezze, le parrocchie proseguono il loro servizio pastorale con attenzione preferenziale per i poveri; le scuole luoghi di incontro tra cristiani e musulmani preparano insieme, lo speriamo contro ogni speranza, un futuro di rispetto e di collaborazione; gli ospedali e gli ambulatori, gli ospizi e i centri di ritrovo continuano ad accogliere sofferenti e bisognosi, profughi e rifugiati, persone di ogni età e religione colpite dall’orrore della guerra».

Una missione che è anche affar nostro, dei cristiani che vivono lontano da quella regione. Incalza il cardinale: «Edificare la Chiesa di Terra Santa, nei suoi edifici di culto e nelle sue pietre vive, che sono i fedeli cristiani, quindi, è responsabilità di tutte le Chiese particolari della Cristianità, consapevoli che la fede cristiana ha avuto il suo primo centro propulsore nella Chiesa Madre di Gerusalemme».

Le guerre migrano per il mondo in ossequio a logiche oscure. Il Medio Oriente è da anni ormai il principale teatro di guerra. Il prefetto della Congregazione per le Chiese orientali sottolinea che «non possiamo dimenticare le migliaia di famiglie, tra cui bambini e giovani, scappati dalla violenza della guerra in Siria e Iraq, molti dei quali in età scolare, che si appellano alla nostra generosità per riprendere la vita scolastica e così poter sognare un futuro migliore. Un ricordo particolare, in questo momento, va alla piccola comunità cristiana del Medio Oriente che continua a sostenere la fede tra gli sfollati in Iraq e Siria, o tra i rifugiati in Giordania e Libano assistiti dai loro pastori, religiosi e volontari dei vari Paesi. I volti di queste persone ci interrogano sul senso di essere cristiani, le loro vite provate ci ispirano. Il Santo Padre Francesco nel suo messaggio per la celebrazione della giornata mondiale della pace di quest’anno afferma: “Con spirito di misericordia, abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale”». E qui il cardinale segnala in particolare i bisogni dei cristiani di Siria e Iraq (la Piana di Ninive) che vorrebbero rientrare nelle loro case distrutte dalla devastazione bellica.

Un passaggio della lettera esorta anche tutti «a riprendere i pellegrinaggi in Terra Santa, perché la conoscenza e l’esperienza vissuta nei luoghi della nostra redenzione camminando sulle orme di Gesù, Maria, Giuseppe e i discepoli, aiuta ad approfondire la nostra fede e anche a capire il contesto in cui vivono i cristiani di Terra Santa. I pellegrinaggi costituiscono, inoltre, un notevole sostegno di sopravvivenza per migliaia di famiglie».

In appendice alla lettera, il cardinale Sandri dà conto, per sommi capi, dell’utilizzo dei fondi raccolti con la Colletta nel 2017. 

— 

Clicca qui per il testo integrale della lettera del prefetto della Congregazione per le Chiese orientali e l’appendice con alcuni dati relativi al 2017.

Clicca qui per un breve messaggio video del cardinale Sandri sulla Colletta.

Clicca qui per scaricare la locandina della Colletta in formato pdf

Preferivo le cipolle
Giorgio Bernardelli

Preferivo le cipolle

Dieci obiezioni (da sfatare) a un viaggio in Terra Santa
Terra Santa in tasca
Elena Bolognesi

Terra Santa in tasca

Israele e Palestina
Chiara
Nazareno Fabbretti

Chiara

Infedeli
Bartolomeo Pirone

Infedeli

I cristiani sotto il dominio dell’islam, da Maometto al XX secolo