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I giochi architettonici della moschea dello Scià

12 febbraio 2016
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I giochi architettonici della moschea dello Scià
Iran. Un dettaglio multicolore della moschea centrale di Isfahān. (foto Giuseppe Caffulli)

Isfahān, nell’Iran centrale, divenne importante nel Cinquecento al tempo della dinastia safavide durante il regno dello scià Abbas I il Grande, il quale diede l’attuale l’impronta architettonica alla città.

La gigantesca piazza, sulla quale si aprono le bellissime moschee, è chiamata ufficialmente Meydān Naqsh-e Jahān (ovvero Piazza Metà del Mondo). Il portale della moschea principale, uno dei gioielli dell’arte e dell’architettura islamica, indica la direzione della Mecca. È alto 27 metri e affiancato da due minareti di 42 metri. Tutte le mura sono decorate con tessere di mosaico di sette colori. L’arco del portale forma un iwan (nella foto) una sorta di ambiente chiuso e coperto, che sembra richiamare l’interno di una grotta impreziosita da piccole stalattiti. Un gioco di forme, volumi e colori che non finisce mai di stupire.

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