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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Marte e la sicurezza nazionale

di Elisa Ferrero
27 ottobre 2015
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In Egitto, sabato 24 ottobre, è saltato l'incontro tra l’astronomo della Nasa Essam Heggy, di origine egiziana, e gli studenti dell'università di Alessandria. I giovani avrebbero voluto ascoltarlo sulle recenti scoperte della missione su Marte. ma le autorità accademiche hanno messo i bastoni tra le ruote. Forse perché Heggy è un tipo franco e non tace le sue critiche al governo.


«Cari studenti, il vostro amore e desiderio di incontrarmi ha superato ogni aspettativa, tanto che l’amministrazione dell’università di Alessandria non ha trovato spazio sufficiente per ospitare tutto il vostro entusiasmo e le vostre persone, e ha quindi deciso di cancellare la conferenza – con un solo giorno di anticipo, mentre ero già in strada in direzione di Alessandria – per motivi di sicurezza». Sono le parole dell’astronomo della Nasa Essam Heggy, di origine egiziana, che sabato 24 ottobre avrebbe dovuto tenere una conferenza ad Alessandria sulle recenti scoperte della missione su Marte. Questa conferenza, però, non ha mai avuto luogo, come ha annunciato lui stesso con questo post sarcastico su Facebook.

Heggy è in Egitto per un breve periodo e gli studenti di ingegneria di Alessandria avevano pensato di cogliere l’occasione per organizzare un incontro con il celebre scienziato. L’amministrazione della facoltà di Ingegneria, però, aveva negato loro il permesso, senza motivare il rifiuto. Gli studenti avevano allora chiesto di spostare la conferenza alla facoltà di Infermieristica. Non proprio l’ambiente giusto per un astronomo, ma almeno la conferenza avrebbe potuto esserci. L’amministrazione aveva dato il suo permesso, in linea di principio, ed erano persino iniziate le iscrizioni all’evento. Poi, all’ultimo momento, l’università ha fatto sapere che la conferenza andava cancellata per motivi di sicurezza. Pare, infatti, che i 1.200 studenti che avevano aderito all’iniziativa avrebbero costituito un assembramento potenzialmente pericoloso per la sicurezza del Paese, viste le proteste studentesche passate e presenti. Motivazione che ha spinto il famoso scrittore Youssef Ziedan a commentare ironicamente l’accaduto, suggerendo di proibire, per lo stesso motivo, anche la preghiera del venerdì nella moschea di Abul Abbas, una delle più note e antiche di Alessandria.

Ma c’è davvero solo la sicurezza nazionale dietro la cancellazione della conferenza di Essam Heggy, oppure è stata una ritorsione per i suoi commenti pungenti nei confronti del regime egiziano?

Il giorno prima di quello previsto per la conferenza, infatti, ospite in un programma della Cbc, Heggy aveva espresso molte opinioni spiacevoli per i guardiani del regime. Per esempio, dichiarando che la vera rivoluzione, la base del vero cambiamento tanto sospirato dagli egiziani, resta quella del 25 gennaio 2011, non quella del 30 giugno 2013 che portò alla caduta di Mohammed Morsi. E questo nonostante lo stesso Heggy sia stato consigliere scientifico di Adly Mansour, il presidente «reggente» che ha governato l’Egitto dalla caduta di Morsi fino all’elezione di Abdel Fattah el Sisi. Ma un vero scienziato non rinuncia mai a pensare con la propria testa e, dunque, nella stessa intervista Heggy ha anche affermato che i Fratelli Musulmani non sono tutti terroristi, solo quelli che hanno ceduto alla violenza sono da perseguire. La guerra al terrorismo poi – sempre secondo Heggy – sarebbe solo uno slogan ad uso politico, né più né meno della guerra al terrorismo che gli Stati Uniti scatenarono contro l’Iraq nel 2003, con i risultati oggi visibili a tutti. La soluzione della crisi egiziana, per Heggy, non sta né nella guerra al terrorismo, né in grandi opere come il Canale di Suez, bensì in un grosso investimento nell’educazione. Un messaggio che ha esplicitamente indirizzato in diretta tivù al presidente el Sisi.

Forse è stata una libertà di parola, quella di Heggy, un po’ eccessiva. La cancellazione della sua conferenza è arrivata veloce come un fulmine, neanche ventiquattr’ore dopo. E lui, sempre su Facebook, e sempre sarcasticamente, ha scritto: «Desidero ringraziare gli organizzatori e i tanti che si sono iscritti alla conferenza, con i miei omaggi ai dirigenti dell’università per il loro frettoloso tentativo di tutelare la sicurezza nazionale, proibendo una conferenza sull’esplorazione del pianeta Marte».

I dirigenti in questione, scoppiata la polemica, hanno tentato di correggere il tiro, dichiarando che in realtà il problema era stata la mancata, o tardiva, notifica della conferenza, perché prima di un evento di tale portata ci sono procedure da rispettare, bisogna conoscere il curriculum dell’ospite, capire l’argomento di cui parlerà… Giustificazioni che non reggono, però. La libertà di autogestione delle università è un sogno che sembrava sul punto di realizzarsi con la rivoluzione del 2011, ma poi è rapidamente svanito.

Tuttavia, come ha detto lo stesso Heggy nella già citata intervista, il cittadino egiziano è ben consapevole della vera situazione del Paese, anche se la propaganda mediatica cerca di convincerlo del contrario. E forse Heggy ha ragione, considerando la ridicola affluenza al primo turno delle elezioni parlamentari in corso: un 26,6 per cento secondo le cifre ufficiali, molto meno secondo osservatori e giudici presenti ai seggi. Un numero così esiguo che nemmeno le autorità hanno potuto ignorare. Persino il presidente del club dei giudici, Abdallah Fathy, ha affermato con una battuta, intervenendo telefonicamente in un programma televisivo, che durante le votazioni: «Non ci sono state né violazioni, né infrazioni, né bisticci… E nemmeno elettori». Un messaggio forte e chiaro per il governo.

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