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L’Egitto sogna una nuova capitale

Giuseppe Caffulli
17 aprile 2015
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Ci risiamo. Il sogno di Sadat rinasce grazie al nuovo governo del generale Abdel Fattah al Sisi. C'è infatti anche un'intera «nuova capitale» egiziana da cinque milioni di abitanti nei progetti del Cairo presentati alla Conferenza sullo sviluppo economico dell'Egitto che si è tenuta a metà marzo a Sharm El Sheikh. La nuova megalopoli avrà oltre un milione di abitazioni e sorgerà sulla via che dal Cairo va verso il Mar Rosso.


Ci risiamo. Il sogno di Sadat rinasce grazie al nuovo governo del generale Abdel Fattah al Sisi.

C’è infatti anche un’intera «nuova capitale» egiziana da cinque milioni di abitanti nei progetti del Cairo presentati alla Conferenza sullo sviluppo economico dell’Egitto che si è tenuta a metà marzo a Sharm El Sheikh. La nuova megalopoli, descritta dai media come «la città globale per il futuro dell’Egitto», avrà oltre un milione di abitazioni e sorgerà sulla via che dal Cairo va verso il Mar Rosso. Ma non ci saranno solo condomini di freddo cemento. Sono previsti alberghi e quasi 2 milioni di metri cubi di centri commerciali. Secondo quanto riferito dal sito Egyptian Street, i cantieri per la nuova città creeranno un milione e 750 mila posti di lavoro stabili.

Come non prevedere poi moschee e chiese? Si calcola che saranno 1.250 gli edifici religiosi (ovviamente in massima parte islamici), 2 mila le scuole, 663 le strutture sanitarie e 21 i «distretti residenziali» (leggi le aree con abitazioni di lusso).

Per la progettazione ci si ispirerà all’«etica della sostenibilità ambientale», con grande impiego di impianti per le energie rinnovabili (pannelli e pale eoliche che il sole e il vento egiziano alimenteranno senza troppi problemi). Ben 100 i chilometri quadrati che verranno coperti da verde e parchi.

Un sogno possibile? Una grande bufala? Staremo a vedere. Si sa solo che dietro alla mega operazione potrebbero esserci le petro-monarchie del Golfo, che già stanno investendo massicciamente in infrastrutture nel Paese dei faraoni. E tra i nomi si fa quello dell’emiro Moahmed Alabbar, che ha costruito a Dubai il grattacielo più alto del mondo.

Il sogno di una nuova capitale, lontana dalla congestionatissima Il Cairo e più controllabile (anche dal punto di vista militare) era già stato accarezzato in passato.

Qualche anno fa un dossier, presentato dal governatore Abdel-Azim Wazir, spiegava come ogni cittadino cairota avesse a disposizione poco più di un metro e mezzo quadrato di verde (contro uno standard raccomandato di 20 metri quadri) e si trovava a convivere con sette università, 3.600 scuole, 460 ospedali, 554 siti archeologici, banche centrali, ministeri, ambasciate. Il che, tradotto in cifre, significa tre-quattro milioni di visitatori ogni giorno e altrettante auto in circolazione in un sistema viabilistico che a malapena ne reggerebbe mezzo milione. Necessario dunque un ripensamento urgente a livello urbanistico.

«I problemi di questa metropoli sono immani, se si pensa che oltre 15 milioni di persone sono stipate in appena 350 chilometri quadrati, una delle densità abitative più alte del mondo», spiega Abbas El-Zaafarani, professore d’urbanistica al Cairo. «Credo che la città sia al collasso e non è più possibile rinviare la questione. Finora gli interventi sono stati tutti giocati a livello di sviluppo delle infrastrutture: ponti, tunnel, sotto e sovrappassi, ma con scarsi risultati. E nonostante il governo abbia concentrato il 60 per cento della spesa per i lavori pubblici nella capitale».

Già alla fine degli anni Ottanta si era cominciato a ragionare sull’opportunità di costruire una nuova capitale. Un centro moderno dove ricollocare governo, ministeri, banche, ambasciate. Un’idea cullata dal presidente Anwar al Sadat alla fine degli anni Settanta e realizzata a livello embrionale nel progetto di Sadat City, collegata alla capitale da una ferrovia veloce.

Alla fine il sogno non decollò, pur essendo state spese ingentissime somme di denaro. Riuscirà al Sisi (con i capitali degli emiri del petrolio) dove i suoi predecessori hanno fallito?

(Su Twitter: @caffulli)

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