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2017: per l’anniversario della Riforma un invito a Papa Francesco

Francesco Pistocchini
13 novembre 2014
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2017: per l’anniversario della Riforma un invito a Papa Francesco
Un momento dell'udienza ai vescovi amici del Movimento dei Focolari il 7 novembre scorso in Vaticano. (foto Mov. Focolari)

Il 7 novembre scorso in Vaticano la Federazione luterana mondiale, per bocca del suo ex presidente, il vescovo Christian Krause, ha proposto a Papa Francesco di celebrare insieme nel 2017 il cinquecentesimo anniversario della Riforma protestante. Il percorso che cattolici e luterani stanno compiendo insieme verso quella ricorrenza è iniziato da tempo.


Il 7 novembre l’invito ufficiale è stato fatto: la Federazione luterana mondiale, per bocca del suo ex presidente, il vescovo Christian Krause, ha chiesto a Papa Francesco di celebrare insieme nel 2017 il cinquecentesimo anniversario della Riforma protestante. Rivolgendosi a Papa, il vescovo luterano ha affermato che questa celebrazione comune può essere «l’occasione di manifestare insieme con maggiore chiarezza e incisività la nostra unità in Cristo davanti al mondo intero».

L’affissione a Wittemberg delle 95 tesi da parte di Lutero è tradizionalmente considerato il momento fondante della Riforma. Oggi il mondo protestante è molto più articolato che nel XVI secolo, ma è a Lutero che fanno riferimento i circa 70 milioni di fedeli di 145 Chiese riformate riunite nella Federazione luterana mondiale.

L’occasione dell’invito è stato l’incontro con i partecipanti ad un convegno ecumenico promosso dal Movimento dei Focolari. Ma il percorso che cattolici e luterani stanno compiendo insieme verso il 2017 è già iniziato da tempo. «Quello che è accaduto nel passato non si può cambiare, ma può invece cambiare, con il passare del tempo, ciò che del passato viene ricordato e in che modo». Lo afferma il documento Dal conflitto alla comunione, che la Commissione luterano-cattolica per l’unità ha pubblicato nel giugno 2013. La volontà comune di celebrare questo evento storico è stata ribadita dal Papa lo scorso ottobre, quando ha affermato che «cattolici e luterani possono chiedere perdono per il male arrecato gli uni agli altri e per le colpe commesse davanti a Dio, e insieme gioire per la nostalgia di unità che il Signore ha risvegliato nei nostri cuori».

Questo sguardo di speranza nasce da un cammino ecumenico iniziato mezzo secolo fa con il concilio Vaticano II e che negli anni ha dato importanti risultati, tra cui la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione del 1999, che nel XVI secolo fu al centro della frattura del cristianesimo in Europa.

Nel 2017, per la prima volta, un centenario di quella sfida dottrinale lanciata da Lutero contro Roma viene celebrato in un’epoca di ecumenismo, nonché di secolarizzazione delle società occidentali. L’importanza della dimensione «globale» delle prossime celebrazioni unitarie deriva, inoltre, dal fatto che negli altri continenti spesso i cristiani vivono in società multireligiose o dove sono minoranza e non possono identificarsi con dispute europee di cinque secoli fa. Per questo il documento Dal conflitto alla comunione insiste su questa comune responsabilità nel raccontare, per la prima volta e a livello mondiale, la storia della Riforma vista come impegno comune ad approfondire l’unità dei cristiani.

Nel recente viaggio in Terra Santa, Papa Francesco ha incontrato Munib Younan, nato a Gerusalemme e vescovo dei luterani di Palestina e Giordania, che oggi presiede la Federazione luterana mondiale. Su temi come la pace in Medio oriente o la protezione dei rifugiati e degli immigrati, i luterani hanno apprezzato i messaggi del Papa e la sua capacità di parlare a tutti gli uomini.

Intanto il dialogo cattolico-luterano prosegue su aspetti dove permangono distanze, come il ministero papale o la natura dell’ordinazione sacerdotale, ma nella consapevolezza – come afferma il documento del 2013 – che «le ragioni per condannarsi a vicenda sulle questioni di fede sono cadute nel dimenticatoio».

Nelle intenzioni dei luterani, la partecipazione alle celebrazioni del 2017 potrebbe essere estesa alle altre Chiese protestanti e ortodosse. In questo modo tutti vivranno un evento che non vuole essere memoria di divisione, ma riaffermazione del desiderio di riforma evangelica della Chiesa tutta, chiamata ad annunciare la Buona Notizia.

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