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Freddo, neve e nubifragi in Terra Santa Nuovi disagi per i profughi siriani

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12 dicembre 2013
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Freddo, neve e nubifragi in Terra Santa Nuovi disagi per i profughi siriani
Una foto scattata questa mattina, 12 dicembre, a Gerusalemme. (foto: Nati Shohat/Flash 90)

La neve sta cadendo copiosa da ieri su Israele, i Territori palestinesi, il Libano e parte della Siria. Mentre Giordania ed Egitto sono sferzate da violenti nubifragi. L’ondata di maltempo per i profughi siriani fuggiti dalle proprie abitazioni e alloggiati in tendopoli o ripari di fortuna, significa purtroppo un aumento delle sofferenze.


(Milano/c.g.) – La neve sta cadendo copiosa da ieri su Israele, i Territori palestinesi, il Libano e parte della Siria. Mentre Giordania ed Egitto sono sferzate da violenti nubifragi. L’ondata di maltempo per i profughi siriani fuggiti dalle proprie abitazioni e alloggiati in tendopoli o ripari di fortuna, significa purtroppo un aumento delle sofferenze.

Pochi, a dire il vero, si aspettavano tanto freddo e neve in Terra Santa. In Israele la straordinaria mancanza di pioggia (non ne cadeva così poca in periodo invernale da circa mezzo secolo) aveva fatto parlare di siccità e indotto i leader religiosi (rabbini capi ed ecclesiastici cristiani) a promuovere preghiere pubbliche di intercessione. Ora l’acqua è arrivata.

In Libano, in particolare, i rifugiati siriani stipati in campi profughi improvvisati, sono stati sorpresi da una gelida bufera invernale. Nella regione settentrionale di Arsal, proprio a ridosso del confine con la Siria, coltri di neve hanno sommerso le tende di decine di migliaia di profughi (in pochi mesi in quest’area ne sono giunti almeno 20 mila). In questi ripari manca il riscaldamento e il vento forte riesce a scoperchiarli, lasciando a cielo aperto chi vi abita. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur) ha lavorato giorno e notte in collaborazione con l’esercito libanese per distribuire kit invernali contenenti coperte, fogli di plastica impermeabili e denaro necessario per l’acquisto di stufe da campo. Le necessità restano però ancora molte. Wael Abou Faour, ministro libanese degli affari sociali, ha manifestato la sua preoccupazione: «Non siamo in grado di aiutare tutti, perciò stiamo cercando di coinvolgere le associazioni umanitarie internazionali in modo da soccorre i profughi», ha dichiarato al quotidiano al-Akhbar. La sfida più ardua, con queste condizioni climatiche, è riuscire ad aiutare le migliaia di persone che vivono in oltre 200 campi irregolari disseminati nel centro e nel nord del Libano, difficili da individuare e raggiungere. Ad Arsal le temperature sono piombate sotto lo zero e le previsioni annunciano fino a 13 centimetri di neve. Il guaio è che, nonostante le proibitive condizioni del tempo, continua anche in queste ore il flusso di profughi siriani ad Arsal.

Fino ad oggi sono 835 mila i profughi siriani registrati in Libano, ma il numero totale di coloro che hanno trovato scampo nel Paese dei cedri sembra superare il milione.

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