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Diplomazie all’opera per la liberazione dei due vescovi sequestrati ad Aleppo

Terrasanta.net
31 ottobre 2013
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I due vescovi ortodossi, Youhanna Ibrahim e Boulos Yazigi, rapiti il 22 aprile scorso alle porte di Aleppo, la loro sede episcopale, sarebbero ancora in vita e le diplomazie mediorientali lavorano al loro rilascio. Anche l'inviato speciale della Lega araba e delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi, pare stia negoziando con i rapitori, che sarebbero ceceni.


(Milano/c.g.) – I due vescovi ortodossi, Youhanna Ibrahim e Boulos Yazigi, rapiti il 22 aprile scorso alle porte di Aleppo, la loro sede episcopale, sarebbero ancora in vita e le diplomazie mediorientali stanno lavorando al loro rilascio.

Secondo il giornale libanese al-Joumhouria, anche l‘inviato speciale della Lega araba e delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi, sta negoziando il rilascio dei due ecclesiastici ortodossi. Secondo il quotidiano, Mokhtar Lamani, delegato di Brahimi a Damasco, sarebbe entrato in contatto con un gruppo islamista radicale ceceno guidato da tale Mohammed Akroff. Il gruppo avrebbe fornito le prove del fatto che i due vescovi – che si troverebbero ancora in Siria – sono tutt’ora in vita. Come nel caso dello scambio e della liberazione di decine di ostaggi, avvenuto la scorsa settimana, le diplomazie di Libano, Turchia e Qatar sarebbero impegnate in prima linea a favore dei vescovi: i contatti tra Brahimi e i ceceni starebbero proseguendo grazie ai servizi segreti turchi e le autorità del Qatar hanno offerto supporto logistico e finanziario per favorire il rilascio dei prelati.

Per la conclusione della vicenda sarà comunque necessario ancora un delicato lavoro diplomatico: infatti i ceceni avrebbero posto, per rimettere in libertà i vescovi, molte condizioni onerose tra cui il rilascio di prigionieri detenuti dal governo siriano e, come scrive il quotidiano libanese al-Liwaa, un cessate il fuoco a lungo termine da parte dell’esercito di Assad.

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