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Eletti ieri a Gerusalemme i due nuovi rabbini capo d’Israele

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25 luglio 2013
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Eletti ieri a Gerusalemme i due nuovi rabbini capo d’Israele
I due rabbini capo di Israele eletti il 24 luglio 2013: da sinistra il sefardita Yitzhak Yosef e l'ashkenazita David Lau. (foto Yossi Zeliger/Flash90)

Yitzhak Yosef e David Lau sono i due nuovi rabbini capo di Israele. Sefardita il primo, askenazita il secondo, resteranno in carica per un decennio. Li ha eletti ieri, 24 luglio, uno speciale corpo elettorale formato da 150 membri. Dal 2002 delegazioni del Gran Rabbinato di Israele e della Santa Sede si riuniscono periodicamente per riflettere su temi di carattere etico e religioso di interesse comune.


(Milano/g.s.) – Yitzhak Yosef e David Lau sono i due nuovi rabbini capo di Israele. Sefardita il primo, askenazita il secondo, resteranno in carica per un decennio. Li ha eletti ieri, 24 luglio, uno speciale corpo elettorale formato da 150 membri.

Ai vertici del Gran rabbinato di Israele i neoeletti succedono entrambi ai loro padri che rivestirono la stessa carica in passato: Ovadia Yosef fu eletto rabbino capo sefardita nel 1973, Yisrael Meir Lau invece ricoprì il mandato decennale a partire dal 1993.

Con i suoi 47 anni d’età David Lau, quarto figlio di Yisrael, è il più giovane ad essere mai stato eletto alla guida del Gran rabbinato d’Israele. Ha atteso la conferma della nomina accanto a suo padre nell’abitazione di Modi’in, una città di 75 mila abitanti – fondata nel 1994 a metà strada tra Tel Aviv e Gerusalemme – della quale è rabbino capo. David Lau ha sette figli – dai tre ai 24 anni d’età – ed è già nonno di due nipoti. Ha svolto il servizio militare nell’intelligence, raggiungendo il grado di maggiore, riferisce Arutz Sheva.

Yitzhak Yosef, 61 anni, è il sesto figlio di rav Ovadia, l’attuale guida spirituale del partito religioso Shas. Rav Yitzhak è il responsabile della yeshiva (vale a dire di un centro studi della Torah e del Talmud) denominata Hazon Ovadia.

Entrambi gli eletti hanno raccolto 68 voti dei 147 espressi, grazie a un accordo che ha unito gli elettori dell’uno e dell’altro. La stampa israeliana considera l’esito delle votazioni una vittoria delle istanze ultraortodosse e, sul versante politico, una sconfitta del partito Bayit Yehudi, del ministro per gli Affari religiosi Naftali Bennet, che sosteneva apertamente il rabbino David Stav, antagonista di Lau per la carica di rabbino capo askenazita.

Ora i due nuovi rabbini capo dovranno lavorare per colmare le distanze espresse dalle diverse anime del giudaismo israeliano nel corso del lungo periodo di dibattiti interni che hanno portato all’elezione di ieri.

Dal 2002 delegazioni del Gran Rabbinato di Israele e della Santa Sede si riuniscono periodicamente per riflettere su temi di carattere etico e religioso di interesse comune, all’insegna della nuova stagione di dialogo tra ebrei e cattolici inaugurata dal concilio Vaticano II con la dichiarazione Nostra Aetate sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane.

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