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Il patrimonio cristiano in pericolo nella Siria devastata dalla guerra

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10 giugno 2013
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Il patrimonio cristiano in pericolo nella Siria devastata dalla guerra
Un momento della presentazione del libro sulle chiese siriane del Quarto secolo nell'ambito del Festival biblico di Vicenza 2013.

Si susseguono dalla Siria le notizie di monasteri e antichità cristiane danneggiate o devastate dal conflitto. Ecco perché è più che mai importante documentare il patrimonio cristiano in pericolo. Con questo intento si è svolta nel contesto del Festival Biblico di Vicenza, sabato 8 giugno la presentazione del volume Chiese siriane del IV secolo, di Romualdo Fernandes e Pasquale Castellana (Edizioni Terra Santa, 2013).


(Milano/g.c.) – Un’eredità preziosa che la guerra in corso rischia di disperdere per sempre. Si susseguono dalla Siria, a tambur battente, le notizie di monasteri e antichità cristiane danneggiate o devastate dal conflitto. Ecco perché è più che mai importante documentare il patrimonio cristiano in pericolo, per permettere agli archeologi di studiarlo ma soprattutto per consegnarlo alla memoria delle generazioni future. Con questo intento si è svolta nel contesto del Festival Biblico di Vicenza, sabato 8 giugno (presso la Basilica Palladiana – Salone degli Zavatteri) la presentazione del volume Chiese siriane del IV secolo, di Romualdo Fernandes e Pasquale Castellana (Edizioni Terra Santa, 2013). Un volume nato con l’intento di celebrare i 1.700 anni dall’editto di Milano (313 d.C.), che anche per la Siria ha significato l’inizio di un’era nuova e lo sbocciare di una vera e propria architettura cristiana. Ma che si segnala, nel delicato frangente che il Paese sta vivendo, «come una fotografia della situazione pre-bellica delle antichità cristiane», come ha sottolineato il professor Danilo Mazzoleni, rettore del Pontificio istituto di archeologia cristiana di Roma, intervenuto alla presentazione.

Assente l’autore padre Romualdo Fernandes, impossibilitato a lasciare Damasco a causa dell’insicurezza dei voli, è toccato a padre Massimo Pazzini, decano dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, tratteggiare l’opera dei padre francescani in Siria nello studio e nella tutela del patrimonio cristiano. «Il volume, frutto di anni d’impegno e di studio – ha spiegato – offre un quadro esauriente, sia dal punto di vista storico che iconografico, di ogni edificio. Si apre inoltre con un saggio introduttivo sulle caratteristiche del cristianesimo siriano nei primi tre secoli. Il volume è un repertorio di 35 chiese siriane del Quarto secolo, che potremmo definire “paleo-ecclesiae”, tra le più importanti. Ma stupisce e impressiona la mole di edifici censiti: circa 3 mila nella sola Siria del nord».

«Certo non si tratta di un elenco esaustivo – precisa la prefazione al volume, curata dagli autori (padre Pasquale Castellana è mancato nel 2012, prima della pubblicazione del libro -ndr) -. Già intorno all’anno 250, infatti, la maggior parte della popolazione siriana era cristiana e ogni nucleo abitato aveva il suo luogo di culto, cioè la sua chiesa. Le chiese descritte in questo volume sono localizzate nella regione nord-ovest della Siria, dove si trovano le cosiddette città morte o abbandonate, ad esclusione di Edessa, Dura Europos, el-Hamīzeh (Hamāh) e le due situate nei pressi di Damasco, a Ma‘lūlā e Yabrūd».

«Alcune chiese – ha precisato il professor Mazzoleni – si innestano su anteriori culti pagani, come Banqūsā, altre invece conservano la stessa struttura dei templi con adattamenti alle nuove esigenze del culto cristiano, come Deir Mār Tūmā di Saydnāyā o Yabrūd. Ci sono chiese edificate sul medesimo luogo e a volte con gli stessi materiali dei templi preesistenti, come San Sergio a Ma‘lūlā, ma la maggior parte degli edifici sacri del Quarto secolo sono stati pensati e costruiti come chiese nuove. Un patrimonio che dà conto di una enorme ricchezza che rischia di andare perduta per sempre».

Al termine della presentazione, numerose le domande dal pubblico intervenuto, su aspetti indubbiamente affascinanti della storia cristiana in Siria, particolarmente legata alla nascita del monachesimo e anacoretismo.

 

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