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Rapporto Ocse: tra i Paesi membri, Israele è il più impoverito dalla crisi

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20 maggio 2013
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Rapporto Ocse: tra i Paesi membri, Israele è il più impoverito dalla crisi
Israeliani in difficoltà attendono in coda la distribuzione di pacchi viveri, nel settembre 2012, davanti a un centro di assistenza a Lod. (foto: Yonatan Sindel/Flash90)

Il numero dei poveri in Israele è aumentato molto più che nelle altre 33 nazioni sviluppate che fanno parte dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Lo riferisce uno studio Ocse reso pubblico alcuni giorni fa. Nonostante tutto, lo standard di vita in Israele rimane tra i più alti rispetto a gran parte dei Paesi del Pianeta.


(Milano/e.p.) – Il numero dei poveri in Israele è aumentato molto più che nelle altre 33 nazioni sviluppate che fanno parte dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).

Lo riferisce uno studio Ocse reso pubblico lo scorso 15 maggio, secondo il quale Israele ha oggi un tasso di povertà pari al 20,9 per cento della popolazione, un tasso che supera anche quello del Messico, che si attesta al 20,4.

Non è tutto: Israele è anche tra i Paesi nei quali si registra un divario più ampio nella distribuzione della ricchezza. Su questo versante lo Stato ebraico è preceduto da Stati Uniti, Messico, Cile e Turchia.

Stando a quanto riferisce il quotidiano Haaretz, tra il 2007 e il 2011 Israele non ha registrato variazioni degne di nota nei divari sociali esistenti al suo interno. E tuttavia più o meno nello stesso arco di tempo la povertà è diminuita tra la popolazione anziana ma aumentata tra i bambini e i giovani del Paese a un tasso che è tra i quattro più alti nei Paesi Ocse.

Il rapporto mostra anche come in generale, per via della crisi economica planetaria, i redditi nei membri Ocse siano in diminuzione, di pari passo con l’aumento delle disparità.

Anche Turchia, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Svezia e Germania hanno visto aumentare significativamente i loro tassi di povertà benché con minore intensità. Nel contesto sociale israeliano si registra comunque un lieve incremento dei salari nelle fasce più abbienti e più povere della popolazione.

Nonostante una sempre più diffusa povertà, lo standard di vita in Israele rimane alto, se comparato con quello della maggioranza delle nazioni del Pianeta. Nel 2011, il Paese si è piazzato al 17.mo posto (su 194) tra i Paesi classificati in base all’Indice di sviluppo umano elaborato dalle Nazioni Unite.

L’indice mostra come Israele sia tra i primi al mondo se si guarda all’attesa di vita alla nascita.

La maggior parte di coloro che vivono sotto la soglia di povertà sono famiglie di palestinesi israeliani e di ebrei ultraortodossi.

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