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In Egitto Tamarrud a metà percorso

Terrasanta.net
29 maggio 2013
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Sette milioni e mezzo di firme contro il presidente Mohammed Morsi in meno di un mese: tante ne sono state raccolte a partire dal primo maggio, dalle centinaia di attivisti del nuovo movimento di protesta egiziano Tamarrud. L'annuncio è stato dato oggi, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato numerosi esponenti dell'opposizione.


(Milano/c.g.) – Sette milioni e mezzo di firme contro il presidente Mohammed Morsi in meno di un mese: tante ne sono state raccolte a partire dal primo maggio, dalle centinaia di attivisti del nuovo movimento di protesta egiziano Tamarrud.

Lo hanno annunciato oggi, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato numerosi esponenti dell’opposizione, gli organizzatori del movimento. E altrettante pensano di raccoglierne – raggiungendo i 15 milioni di firme – entro il 30 giugno, data dal grande valore simbolico perché primo anniversario della vittoria di Morsi alle presidenziali. Durante la conferenza stampa di quest’oggi è stato anche lanciato un appello a tutti gli egiziani e ai movimenti politici del Paese, per una grande manifestazione da un milione di partecipanti, indetta sempre per il 30 giugno al Cairo. I partecipanti brandiranno cartellini rossi, a significare la volontà di espellere il presidente, e chiederanno la fine dell’egemonia dei Fratelli Musulmani nella politica del Paese, oltre a nuove immediate elezioni presidenziali.

«Tutti coloro che desiderano la vittoria della rivoluzione, si devono ribellare. Facciamo in modo che il 30 giugno sia un giorno decisivo per la rivoluzione», ha affermato Mohammed Abdel Aziz, uno dei giovani responsabili del Tamarrud.

La raccolta di firme, nonostante i 7 milioni e mezzo di adesioni in meno di un mese, viene portata avanti sul territorio non senza problemi. Innanzitutto, gli attivisti sono riusciti ad organizzarla solo in 19 dei 27 governatorati egiziani. In secondo luogo, in alcuni governatorati si registrano censure e intimidazioni. Il quotidiano Daily News Egypt ha divulgato ieri la notizia che Nagwa Saad Abdel Hamid, medico del governatorato di Menufiya, è stato convocato da un pubblico ministero lunedì scorso, per verificare l’accusa di aver partecipato ad organizzare la Tammarud. Secondo il Centro egiziano per i diritti economici e sociali, associazione che si occupa di diritti civili, il dottor Nagwa che esercita nell’ospedale Al-Sadat a Menufiya, sarebbe stato accusato di distribuire materiale sulla protesta all’interno dell’ospedale. Il medico, tuttavia, si è rifiutato di presentarsi di fronte al pubblico ministero, noto per essere un attivista dei Fratelli Musulmani, dicendo che si recherà in tribunale solo in occasione di un eventuale processo.

Commentando le notizie relative alla raccolta firme, da Addis Abeba, in Etiopia, dove si trova per una visita di Stato, Morsi ha ammonito di «non dimenticare i principi della democrazia». «Qualcuno dice che alle passate elezioni presidenziali ho preso a malapena il 52 per cento dei voti (esattamente il 51,7 – ndr) – ha detto -. Ciò non toglie che legalmente e costituzionalmente io sia il presidente legittimo».

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