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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Uno storico francese biografo di Gesù

Giampiero Sandionigi
27 marzo 2013
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Uno storico francese biografo di Gesù

Jean-Christian Petitfils nel suo Gesù, offerto al pubblico italiano dalle edizioni San Paolo, si misura con la biografia del Nazareno. Lo fa con un’opera ponderosa, uscita in Francia nell’autunno scorso. L'intento è di delineare «un ritratto storico del Cristo e dare l’interpretazione più plausibile dei fatti, utilizzando gli strumenti della scienza moderna». Un compito che l’Autore assolve esaminando le più aggiornate acquisizioni degli studi sulle fonti letterarie e delle indagini di carattere archeologico.


La Gundelia tournefortii – un arbusto mediterraneo dalle spine acuminate lunghe fino a 6 centimetri – straziò la testa di Gesù quando l’arrestato fu sottoposto a tortura dai soldati romani.

Con buona pace di molti pittori, che nel corso dei secoli ci hanno tramandato la scena, il corpo esanime di Gesù nelle braccia di Maria e delle pie donne è inverosimile, perché «i giudei fanno attenzione a non toccare un cadavere, soprattutto alla vigilia di Pasqua».

I magi furono probabilmente astrologi giudei della diaspora e la stella che videro in cielo fu in realtà una luminosa quanto infrequente congiunzione astrale tra Giove, Saturno e Marte.

Sono solo alcuni tra i dati riportati da Jean-Christian Petitfils nel suo Gesù, offerto al pubblico italiano dalle edizioni San Paolo. L’Autore non è un addetto ai lavori, nel senso che non ha studiato teologia né Sacra Scrittura. È però un collaudato saggista francese, di formazione giuridica e storica, autore di varie biografie di monarchi d’Oltralpe.

Stavolta, da storico, si misura con la biografia del Nazareno, in quest’opera ponderosa, uscita in Francia nell’autunno scorso e ora a disposizione dei lettori italiani.

«Oggetto di questo libro – spiega Petitfils – è tentare di delineare un ritratto storico del Cristo e dare l’interpretazione più plausibile dei fatti, utilizzando gli strumenti della scienza moderna. Si tratta di trovare la via stretta che passa tra gli studi tecnici, di difficile accesso, riservati a un pubblico erudito, e le ricostruzioni ingenuamente concordi che fioriscono ancora per le necessità della catechesi, ma che hanno soltanto un rapporto molto lontano con la ricerca». (pp. 15s.)

Un compito che l’Autore assolve esaminando le più aggiornate acquisizioni degli studi sulle fonti letterarie oltre che le ricerche di carattere archeologico.

Il saggista d’Oltralpe procede riconoscendo che gli storici non possono che radicare la propria indagine su Gesù nelle narrazioni evangeliche e in particolare nel Vangelo secondo Giovanni, «il più mistico e il più storico». Petitfils annette un valore documentale anche a tre reliquie della Passione: la Sindone di Torino, il sudario d’Oviedo, la tunica d’Argenteuil, le quali presentano somiglianze impressionanti e «sembrano resistere alla critica storica e scientifica» (p. 24).

Prima di entrare nel merito Petitfils precisa che «di Gesù non si conoscono, nella migliore delle ipotesi, che i tre anni e qualche mese della sua vita pubblica. Sarebbe illusorio voler completare il quadro facendo affidamento sui pii racconti degli apocrifi del II e III secolo della nostra era. L’artigiano di Nazaret resterà sempre nascosto nell’ombra dei suoi “anni oscuri”». (p. 16).

Poste le indispensabili premesse l’Autore entra nel merito della narrazione biografica ricostruendo lo scenario storico-geografico e religioso: la geografia, la predicazione di Giovanni il Battista, i rapporti tra gli israeliti e il mondo ellenico e quello romano. Il racconto prosegue e si risolve nell’arco di 400 pagine, nelle quali lo storico esamina, rispettosamente ma senza farle proprie, anche le letture di fede sulla vicenda terrena del Cristo.

Il libro termina con 200 pagine di allegati (brevi saggi riassuntivi su questi temi: le fonti esterne, i Vangeli sinottici, il Vangelo secondo Giovanni, la storicità dei vangeli, Qumran e i manoscritti del Mar Morto, le reliquie della Passione), una cronologia, l’apparato di note e l’indispensabile indice analitico.

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