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6 marzo, Prima giornata europea dei Giusti

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6 marzo 2013
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Si celebra oggi, 6 marzo, in molte città del Vecchio Continente la prima edizione della Giornata europea dei Giusti, voluta dal Parlamento europeo per onorare coloro che in tutto il mondo - e in ogni genocidio -, nonostante i rischi che potevano incontrare, si sono spesi per salvare le vittime dell'odio e della sopraffazione.


(Milano/g.s) – Si celebra oggi, 6 marzo, in molte città del Vecchio Continente la prima edizione della Giornata europea dei Giusti, voluta dal Parlamento europeo per onorare coloro che in tutto il mondo – e in ogni genocidio -, nonostante i rischi che potevano incontrare, si sono spesi per salvare le vittime dell’odio e della sopraffazione.

La Giornata è un’idea di Gabriele Nissim, milanese di origini ebraiche, che ha speso la propria vita nel raccogliere e far conoscere storie di giusti e che – con certosina pazienza – lo scorso anno ha bussato, una ad una, le porte di 700 parlamentari europei, per spiegare il suo progetto e convincerli della necessità di istituire un simile giorno della memoria nel Vecchio Continente.

La Giornata ha previsto celebrazioni ufficiali in contemporanea a Bruxelles, Praga, Sarajevo, Varsavia e Milano. Nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles, alla presenza di Shimon Peres, presidente dello Stato di Israele, e di Boyko Borissov, primo ministro della Bulgaria, è stato ricordato il destino degli ebrei bulgari e il loro salvataggio ad opera di Dimitar Peshev.

A Sarajevo, in contemporanea, sono stati premiati quei «giusti» bosniaci che si adoperarono per salvare gli innocenti nel corso della recente guerra della ex-Jugoslavia.

A Milano, infine, al parco cittadino del Monte Stella, nel «viale dei giusti» (che già ospita diversi alberi piantumati in memoria di chi si assunse gravi rischi per salvare vite innocenti) sono stati piantati nuovi alberi dedicati a quattro grandi figure pubbliche del nostro tempo, che hanno difeso la dignità umana: Fridtjof Nansen, esploratore e scienziato norvegese e vincitore del Premio Nobel per la pace nel 1922 per la sua attività come Alto commissario per i rifugiati della Società delle Nazioni; Dimitar Peshev, vicepresidente del Parlamento bulgaro che ha permesso, con la sua azione, il salvataggio di circa 50 mila ebrei bulgari dallo sterminio nazista; Vaclav Havel, drammaturgo, dissidente, tra i fondatori di Charta ’77 e primo presidente della Repubblica Ceca, che ha lottato con forza a favore della libertà di espressione e per la tutela dei diritti umani e civili; Samir Kassir, giornalista ed esponente politico libanese, morto nell’esplosione di un’autobomba nel 2005, sostenitore dell’indipendenza del Libano, della creazione di uno Stato laico, democratico e multietnico della tutela della libertà di stampa.

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