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Tel Aviv sotto tiro: «C’è paura ma siamo tranquilli», dice il parroco di Giaffa

Terrasanta.net
20 novembre 2012
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Oggi pomeriggio un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza ha raggiunto Rishon LeZion, uno dei sobborghi meridionali di Tel Aviv, centrando un edificio residenziale e causando danni e alcuni feriti. Subito a nord di Rishon LeZion c’è Giaffa, dove sorgono la parrocchia latina e il convento francescano di Sant’Antonio. Parla il parroco, padre Ramzi Sidawi.


(Milano/g.s.) – Nel pomeriggio di oggi un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza ha raggiunto Rishon LeZion, uno dei sobborghi meridionali di Tel Aviv, centrando un edificio residenziale e causando danni e alcuni feriti. Subito a nord di Rishon LeZion c’è Giaffa, dove sorgono la parrocchia latina e il convento francescano di Sant’Antonio. È un centro pastorale molto vivace e, potremmo dire, multietnico, perché attorno ad esso gravitano non solo i fedeli arabi locali, ma anche molti lavoratori stranieri di di fede cattolica (asiatici, sud americani, africani, europei).

Abbiamo chiesto al parroco, padre Ramzi Sidawi, di raccontarci in breve se e come la vita della parrocchia risente del clima bellico di questi giorni.

Il frate della Custodia di Terra Santa conferma che la situazione è tesa e la popolazione ha paura: «Viviamo sempre in fiduciosa attesa che la situazione si calmi per il bene di tutta la gente che soffre. Tutto è più difficile per le famiglie che hanno bambini piccoli, che sono i primi a spaventarsi al suono delle sirene».

«Nonostante tutto – racconta il religioso – la nostra comunità è tranquilla. Domenica scorsa durante la Santa Messa delle 18:00 ore israeliane hanno suonato le sirene. Noi abbiamo continuato la celebrazione senza interromperla. Così anche sabato pomeriggio: le sirene d’allarme hanno suonato durante la Messa dei fedeli indiani, ma il sacerdote ha continuato a celebrare in modo ordinario».

Fra Ramzi si dice quasi sorpreso: «Mi aspettavo un forte calo nella partecipazione alle celebrazioni di sabato e domenica, invece è stato molto leggero. La sera si sente che la città è un po’ più calma del solito, forse per paura, forse per via della guerra, o forse per il tempo che è cambiato…».

«Le attività della nostra scuola – conclude il parroco di Sant’Antonio – procedono in modo ordinario. Per ordine della Protezione civile i rifugi devono rimanere aperti, quindi anche da noi. Ieri mattina i ragazzi della scuola hanno effettuato un’esercitazione per prepararsi a riparare nei rifugi in caso d’allarme per essere pronti. Ma sono esercitazioni che si effettuano regolarmente ogni anno…».

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