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Russia e Cina «salvano» Assad. E qualcuno vorrebbe boicottarle

Terrasanta.net
8 febbraio 2012
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Il 4 febbraio il Consiglio di sicurezza dell’Onu non ha approvato la risoluzione a favore del piano della Lega Araba per indurre il presidente siriano Bashar al-Assad ad andarsene. Cina e Russia, storici alleati del regime siriano, hanno infatti opposto il veto. E allora c'è chi lancia contro di loro l'idea di un boicottaggio economico.


(Milano/c.g.) – Lo scorso 4 febbraio il Consiglio di sicurezza dell’Onu non ha approvato la risoluzione a favore del piano della Lega Araba per indurre il presidente siriano Bashar al-Assad a lasciare il potere senza ulteriore spargimento di sangue. Cina e Russia, storici alleati del regime siriano e membri del Consiglio di sicurezza, hanno infatti posto il loro veto, bloccando la risoluzione. Contro il veto, criticato dalle potenze occidentali e dalla Lega araba, in Medio Oriente si sono moltiplicate le prese di posizione. Secondo il quotidiano di Amman, The Jordan Times, ad esempio, il leader locale dei Fratelli musulmani, Hamam Saeed, ha invocato un boicottaggio dei beni cinesi e russi da parte dei Paesi arabi e delle nazioni musulmane, per spingere Cina e Russia a riconsiderare la poro posizione rispetto all’appoggio al regime di Assad.

L’appello di Saeed, che se fosse preso sul serio dal mondo musulmano sarebbe avrebbe conseguenze significative, in qualche modo ha già centrato il bersaglio, ottenendo la reazione della diplomazia russa e cinese: «Il voto della Russia non è stato contro la Lega Araba o contro il popolo arabo o musulmano», ha dichiarato Alexander Kalugin, ambasciatore russo in Giordania, sostenendo di essere poco preoccupato che un simile appello al boicottaggio possa influenzare le relazioni commerciali tra Russia e Giordania. «Il nostro punto di vista è sempre lo stesso dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese – ha spiegato Yue Xiaoyong, ambasciatore di Pechino in Giordania –: siamo contro l’intervento di potenze straniere negli affari degli Stati, anche di quelli arabi». Xiaoyong è convinto che l’appello di Saeed avrà pochi effetti sugli 1,8 miliardi di dollari di beni cinesi, importati ogni anno in Giordania.

Tra le reazioni al voto russo e cinese al Consiglio di sicurezza Onu, va segnalata quella dell’opinione pubblica libanese, che ha animato manifestazioni di segno opposto: secondo il quotidiano di Beirut The Daily Star, domenica di fronte all’ambasciata russa della capitale si sono affrontati due schieramenti contrari; da una parte Al-Jamaa al-Islamiya, movimento islamico sunnita, ha organizzato un sit-in di protesta contro il veto russo; a pochi metri di distanza, decine di siriani espatriati scandivano slogan a favore di Bashar e del veto di Mosca. Sempre domenica, a Masnaa, vicino al confine tra Siria e Libano, il gruppo islamico libanese Hizb ut-Tahir ha organizzato una protesta contro il governo siriano e a favore dell’opposizione.

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