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Una speranza per i cristiani di Terra Santa

Giuseppe Caffulli
7 aprile 2011
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Una speranza per i cristiani di Terra Santa
Il Custode di Terra Santa, fra Pierbattista Pizzaballa.

In occasione della Colletta del Venerdì Santo 2011 abbiamo rivolto alcune domande al padre Custode di Terra Santa fra Pierbattista Pizzaballa sull’importanza dell’impegno delle Chiese e delle comunità cristiane di tutto il mondo in favore dei Luoghi Santi e dei fedeli che ci vivono.


In occasione della Colletta del Venerdì Santo 2011 abbiamo rivolto alcune domande al padre Custode di Terra Santa fra Pierbattista Pizzaballa sull’importanza dell’impegno delle Chiese e delle comunità cristiane in favore dei Luoghi Santi e dei fedeli che ci vivono.

Qual è oggi la situazione delle comunità cristiane in Terra Santa?
Siamo una piccola minoranza, circa l’1 per cento della popolazione. Vuol dire 120 mila fedeli in Israele e 40 mila nell’Autonomia palestinese. Di questi cristiani – di lingua e cultura araba, tranne una piccolissima percentuale di ebreofoni –  stimiamo che i cattolici siano circa la metà, per la maggio parte di rito greco-cattolico. Nonostante che siamo un piccolo gregge, la nostra presenza è significativa, specialmente nel campo dell’istruzione. Sono circa 80 le scuole cristiane, con oltre 100 mila studenti. Si tratta di scuole miste, dove cristiani e musulmani vivono e studiano insieme. Quella della scuola è un’esperienza fondamentale di dialogo e convivenza tra le componenti della società, sia in Israele che nei Territori.
A differenza di quanto accade altrove, in Terra Santa la vita della comunità ruota attorno alla scuola, che è il vero motore di attività e proposte di ogni tipo, specie nei centri più piccoli. È inoltre il luogo privilegiato della salvaguardia dell’identità cristiana. Faccio un esempio: la domenica, in Medio Oriente, è un giorno lavorativo. In molti Paesi il Natale e la Pasqua non sono riconosciuti… La scuola è fondamentale per la trasmissione delle fede e per la formazione cristiana.

Lei citava anche l’importanza sul piano del dialogo…
Certo, la scuola svolge un ruolo di mediazione molto importante. Nelle comunità dove si trova una scuola, il rapporto tra la comunità musulmana e quella cristiana è più sereno. Il riflesso sulla vita pubblica è significativo, perché la scuola moltiplica le possibilità d’incontro tra le famiglie, siano esse cristiane o musulmane; si creano relazioni di amicizia e di fiducia, Dove invece non c’è la scuola cristiana, i rapporti sono più difficili. Ecco perché la Custodia crede molto e investe molto nella scuola. Si tratta di uno strumento indispensabile per le comunità cristiane locali.

La Colletta del Venerdì Santo cade quest’anno in un contesto di difficoltà economica per la gran parte dell’Occidente…
Siamo perfettamente coscienti che la crisi economica sta mettendo a dura prova le famiglie in molti Paesi dell’Occidente. In questo contesto potrebbe sembrare inopportuno chiedere un sostegno per la Terra Santa.
Io mi permetto però di richiamare un dovere che è stato nel corso dei secoli ribadito dai Papi: il sostegno alla Chiesa madre di Gerusalemme, alle opere della Custodia e alla tutela e alla salvaguardia dei santuari cristiani, ci riguarda da vicino. Anche nel difficile momento economico, chiedo ai cristiani di condividere con noi lo sforzo che stiamo facendo in favore dei Luoghi Santi e delle comunità cristiane locali.
Abbiamo tanti progetti, tanta voglia di fare. Ma molte famiglie cristiane se ne vanno a causa delle difficili situazioni economiche create dal conflitto. Noi cerchiamo, nel limite del possibile, di offrire una speranza e una ragione per rimanere ai cristiani di questa terra. Anche a questo scopo, oltre all’importantissima opera di salvaguardia dei luoghi cristiani, serve la Colletta del Venerdì Santo. È un modo concreto per sentire che possiamo contare sul sostegno e l’amicizia dei cristiani di tutto il mondo.

Per saperne di più clicca sulle seguenti voci:

– la lettera ai vescovi di tutto il mondo del card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali;
– la storia della Colletta per la Terra Santa;
– un resoconto sintetico su come la Custodia ha impiegato i fondi della Colletta nel 2010;
– il poster della Colletta 2011

 

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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