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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Il piccolo mondo di Miryam

Giampiero Sandionigi
11 marzo 2011
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Il romanzo "Miryam" è scritto con una maestria che lo rende lettura gradevole. Ispirandosi ai vangeli, Silvia Vecchini immagina l'infanzia di Maria Vergine e la narra dando la parola ai testimoni della vicenda che si alternano, capitolo dopo capitolo, per offrire ciascuno la propria versione dei fatti. Indirizzato a un pubblico di ragazzi, il libro ha qualcosa da dire anche ai più grandi.


«Se sarà un liberatore, sarò tra le sue fila.

Se sarà un profeta, berrò le sue parole come latte, le masticherò lentamente come il pane.

Se sarà un sacerdote, unirò il mio al suo cuore nel culto.

Se sarà un maestro, io sarò la sua prima discepola.»

Si conclude con queste parole il romanzo Miryam, con il quale Silvia Vecchini – ispirandosi ai racconti dei Vangeli canonici e apocrifi – immagina e narra ai ragazzi la vita della Vergine Maria dalla sua nascita fino alla fuga in Egitto con Giuseppe e il Cristo. La protagonista ha in braccio il bimbo che le è nato da poco a Betlemme e, interrogandosi su ciò che il futuro porterà con sé, si dà la risposta che abbiamo appena citato.

Pubblicato nella collana Narrativa San Paolo Ragazzi, il volume è scritto con una maestria che rende la lettura piacevole. Vincente è l’idea dell’Autrice di procedere con un racconto polifonico: i testimoni della vicenda di Miryam, tutti citati con il proprio nome ebraico, prendono la parola a turno per offrire la propria versione della storia. Come in un’inchiesta giornalistica il lettore ascolta le versioni di Miryam stessa, ma anche del padre Yoachim e della madre Hanna. E di Yoseph il carpentiere, Aron il maestro, Rut l’amica, Lia la balia, Elisheba la parente, Zacaria il sacerdote ed altri ancora.

Senza arenarsi nelle secche della noia, la Vecchini conduce il suo pubblico dentro gli usi e la mentalità giudaica che governavano il piccolo contesto rurale che fa da scenario alla vicenda di Miryam. Ma al contempo la narrazione cerca di scavare nell’intimo di persone avvinte da un progetto inaspettato e fuori d’ogni logica, come quello di un Dio che intende farsi uomo anche grazie a loro.

Resta solo un interrogativo davanti a quest’opera: riuscirà a raggiungere i lettori per cui è scritta? Chi li convincerà a interessarsi nuovamente alla storia, sempre attuale, di una loro coetanea ebrea di due millenni fa?

Laureata in Lettere, poetessa e scrittrice specialmente nel campo della narrativa per ragazzi e dei testi scolastici, Silvia Vecchini vive, con il marito Antonio Vincenti e tre figli, sulle rive del lago Trasimeno. Con Antonio ha dato vita alcuni anni fa al gruppo Il Sicomoro che si propone di avvicinare i bambini e ragazzi alla Bibbia e alla Rivelazione che in essa si dispiega.

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