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Storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia

Quel grosso guaio delle tariffe postali

Giuseppe Caffulli
15 aprile 2010
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A fine marzo il governo italiano ha soppresso le tariffe postali agevolate per l'editoria. Dal primo aprile, quindi, spedire riviste costra tra il 100 e il 500 per cento in più. Particolarmente danneggiati i piccoli editori e il mondo del no profit. Anche le Edizioni Terra Santa sono in grave disagio.


(Milano) – Con un decreto interministeriale del 30 marzo 2010 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo, n.75), il governo ha soppresso i sussidi per le tariffe postali agevolate per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica. Questa decisione, presa senza alcun preavviso, ha determinato un aumento per le spedizioni della stampa periodica tra il 100 e il 500 per cento per ogni singola spedizione.

Le pubblicazioni cartacee delle Edizioni Terra Santa, che godevano anch’esse di tariffe agevolate sono state colpite in maniera pesante da questa decisione. Il decreto penalizza soprattutto riviste e giornali del mondo del no-profit e la stampa cattolica cosiddetta missionaria, che svolge oggi un ruolo culturale di grande rilevanza per tutta la comunità nazionale, oltre che offrire un canale di informazione sulla vita della Chiesa nei Paesi extra-europei, sui temi delle relazioni nord-sud, sull’immigrazione, sulla pace e la giustizia.

L’8 aprile scorso, dopo che il mondo dell’editoria no-profit e i piccoli editori della stampa cattolica hanno protestato in maniera accesa e che diverse interrogazioni sono state presentate in Parlamento, si è tenuto un primo incontro tra le associazioni di categoria, il governo e le Poste italiane per trovare una soluzione al problema. Il governo, escludendo che il decreto venga ritirato, ha comunque sottolineato la necessità di concordare tra associazioni degli editori e le Poste tariffe il più possibile vicine a quelle praticate finora.

Mentre scriviamo, i tavoli tecnici avviati dalle parti non hanno ancora raggiunto alcun accordo e la situazione resta per noi piccoli editori e per il no-profit molto problematica.

In assenza di ripensamenti o di nuovi accordi sostenibili, il rischio è che si sia costretti a modificare la periodicità o addirittura a sospendere la pubblicazione di qualche periodico. Sarebbe un grave danno per l’ente religioso a cui facciamo riferimento (la Custodia francescana di Terra Santa), per le opere che esso sostiene nei Luoghi Santi soprattutto grazie all’aiuto di tanti benefattori, ma anche per i lettori che intendono tenere viva l’attenzione veerso la terra che ha generato il Salvatore. 

In Terra Santa coi francescani

Recarsi in Terra Santa è toccare con mano i luoghi in cui il Verbo di Dio è entrato nell’esperienza umana in Gesù di Nazaret.

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